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INTERVISTA ALLA MAESTRA VANESSA DI VANEDUCATION

Eccoci qua…
Un nuovo appuntamento con la nostra bellissima rubrica PIANETA JUNIOR,
dedicata ai nostri giovanissimi.
È arrivato un anno nuovo, ma purtroppo con preoccupazioni vecchie. Due anni oramai di convivenza con questo orrendo corona virus, i nostri giovani ne sentono il peso e  il disagio.
Ma cerchiamo di tenere duro, tutto passa prima o poi, anche se nella nostra memoria sarà indelebile questo momento così particolare e distruttivo. La scuola è iniziata già da un po’ di tempo, un avvio molto complesso e complicato che continua a mettere a dura prova i nostri JUNIOR, ma la tenacia e la buona volontà dei nostri ragazzi, farà sì che pian piano, tutto ritorni alla nostra consueta, normalità.
Con l’augurio che questo anno nuovo
ci dia un po’ di serenità a grandi e piccoli ci accompagniamo con i versi di questa poesia dedicata all’anno appena cominciato.

ANNO 2022

Cosa augurare nell’anno che è appena arrivato:
tanta pazienza verso
la gente lagnosa
da dover sopportare.
Tanta salute che il medico è costretto,
un altro lavoro, a dover fare.
L’umiltà a portata di mano,
come vestito per il genere umano.
Più attenzione verso i bambini
perché sulle loro spalle
pesa il futuro del mondo
Sugli anziani,
che nel mondo si son fatti scudo
per donarci un avvenire più puro.
Che l’intelligenza sia messa a disposizione
per beni comuni,
non come in politica
solo il bene di alcuni.
Cosa augurare nell’anno che è arrivato:
un bagaglio di cultura da saper gestire,
non da farne vanto e la gloria risalire.
Un progetto sempre pronto
da dover mettere in cantiere
ed un sogno nel cassetto
da poter esaudire.
La leggerezza di un petalo di fiore
nell’affrontare la vita quando
si presenta un dolore.
Cosa augurare nell’anno che è arrivato:
la consapevolezza che
in questo mondo
siamo di passaggio
e odio, rancori e guerra,
impediscono al nostro
meraviglioso cammino di vita,
di essere sempre speciale.

(Sandy Ambrosio)

Per rimanere in tema di scuola, di apprendimento e innovazione scolastica, voglio proporvi un’interessante, alquanto particolare intervista, ad una giovane e bravissima insegnante. La maestra Vanessa, seguite cosa ha da raccontarci:

Vanessa, tu sei un’insegnante freelance e una terapista comportamentale? Ci spieghi di cosa ti occupi esattamente?
Sì, esatto, io sono fondatrice di vanEducation, insegnante libero professionista e terapista comportamentale. Sono complementari ma due professioni comunque ben distinte.
Per quanto riguarda l’essere insegnante freelance, significa che, prima lavoravo tra le mura scolastiche come insegnante sia di classe che sostegno, ora invece, con vanEducation, faccio l’insegnante libero professionista e insegno privatamente, in laboratori di didattica creativa, homeschooling, scuole parentali e in ambienti che lavorano sia in parallelo con la scuola ma anche come alternativa alla stessa.
Per quanto riguarda la figura della terapista comportamentale, posso dirvi che dopo un percorso di studi specifici e tanta pratica, durante le sessioni di terapia con i bambini, vengono applicati i princìpi dell’analisi del comportamento per incrementare repertori comportamentali socialmente significativi, come migliorare le abilità linguistiche, sociali, cognitive, di autonomia ecc e diminuire i comportamenti problema, socialmente inadeguati.

Sembra un lavoro complesso. Come avviene questo passaggio da comportamenti problema a comportamenti socialmente significativi?
Partiamo dal presupposto che il comportamento è la nostra interazione con l’ambiente circostante quindi con persone, oggetti, ambienti vari. Ognuno di noi risponde a questo ambiente con un comportamento che può essere verbale (parlare) oppure non verbale (azioni).
Questa risposta è generata sempre da un antecedente, ciò che avviene prima di quel comportamento, e un conseguente, ciò che avviene dopo. Facciamo un esempio.
Io lavoro con i bambini e so che ogni comportamento è dato dal fatto che un bambino vuole ottenere o evitare qualcosa. Dunque io mi chiedo sempre se quel bambino stia emettendo quel comportamento per ottenere, ad esempio, un gioco oppure evitare un compito. Mettiamo che un bambino pianga o urli, perché vuole il suo gioco preferito, (comportamento problema) il compito del terapista sarà quello di insegnare al bambino come ottenere il suo gioco preferito in maniera funzionale, ad esempio chiedendolo (comunicazione), cosa non scontata, perché spesso si fanno terapie con disabilità anche gravi quindi la comunicazione non è sempre chiara o precisa e quindi bisogna intervenire per lavorare sulla comunicazione.

Oppure insegno al bambino ad aspettare a ricevere il gioco gradito, o ancora, attraverso il rinforzo positivo, “se tu, bambino, fai questa cosa per me, io ricambio il tuo buon comportamento o la tua risposta positiva, dandoti il tuo gioco preferito”. Si tratta di un allenamento.
Si allenano i bambini al comportamento più funzionale possibile.
Questa è la spiegazione più minimal e semplice che si possa dare ad un lavoro, in realtà, molto complesso, fatto di procedure e strumenti molto dettagliati.

Sui social sei conosciuta come “maestra creativa”. Cosa fai per intrattenere e insegnare ai tuoi studenti?
Durante gli studi universitari alla facoltà di scienze dell’educazione e della formazione all’università degli studi di Bergamo, ho iniziato a sviluppare l’idea che i laboratori e le esperienze artistico-manipolative contribuissero considerevolmente sull’apprendimento del bambino, che essi fossero un supporto e un’alternativa alla lezione frontale.
L’apprendimento avviene infatti attraverso l’esperienza, l’esplorazione, i rapporti tra bambini, attraverso la rielaborazione individuale e collettiva delle esperienze e mediante attività ludiche. Nel mio percorso lavorativo, ho sempre ricercato e ricreato ambienti che stimolassero la creatività dei bambini e il dialogo vivo con l’adulto. Volevo che i bambini fossero protagonisti attivi del proprio apprendimento.

Così ho abbandonato l’idea che la lezione frontale e la scuola, come l’avessi sempre vissuta io, fosse l’unica soluzione per apprendere.
Mi sono attivata nella ricerca e nella creazione di materiale didattico che stimolasse la curiosità, l’immaginazione, la conoscenza e il pensiero. Ho seguito corsi di formazione, letto libri, imparato ad usare programmi digitali e da lì ho accentuato la mia passione per la didattica creativa. Ho deciso così di fondare vanEducation con l’intento di offrire, da una parte, una didattica di tipo laboratoriale, esperienziale e creativo e, dall’altra, aiutare le famiglie nel percorso di crescita ed educazione dei figli, risolvendo comportamenti problema e superando ostacoli scolastici. Ad oggi ho aiutato centinaia di studenti e famiglie a raggiungere ottimi obiettivi sia comportamentali che scolastici.
Condivido quotidianamente sui social idee, tutorial, attività creative che divertono grandi e piccini. Potete trovare tantissime idee sul canale youtube vaneducation, sulla pagina instagram vaneducation_vanessa e sul sito www.vaneducation.me

https://www.vaneducation.me/

Adesso il detto del mese
Gennaio dà neve alla montagna,
acqua al ruscello, brina alla collina,
e ti dice che purtroppo la Primavera,
non è ancora vicina.

Sandy Ambrosio

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