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IO COLTIVO UNA ROSA BIANCA: IQBAL MASIH

Carissimo Angelo, penso che nel tuo giardino, puoi anche con le tue “rose bianche” aggiungere o ospitare un piccolo giglio e con piacere noterai che a soli 13 anni si può combattere per difendersi dalla schiavitù, perdendo la vita. Questa è la meravigliosa storia di Iqbal Masih, un semplice schiavo pakistano, che si è battuto contro il lavoro minorile, lui ha incominciato solo a quattro anni, venduto dai suoi genitori. Cinzia Torrini ha diretto un film in tv narrando la sua storia, tratta, dal libro di Andrei Crofists: “Il fabbricante di sogni”. Nessuno acquistando un tappeto pensa a chi sta sul telaio per 12 ore e lo crea punto per punto con disegni floreali, arabeschi, ecc… Creato da mani innocenti e anche da… tante lacrime.
Iqbal era un bambino schiavo che voleva cambiare il suo destino sbagliato e quello dei ragazzi come lui.  Fuggì dalla schiavitù. Un giorno incontrò un attivista del “Fronte di liberazione degli schiavi”. Era una persona, come Abrahm Lincoln; ma la libertà del “sognatore”, durò poco scoperto dalla “mafia dei tappeti” fu ucciso a soli 13 anni. Lui aveva degli splendidi occhi neri con una splendida espressione sul viso, spesso ripeteva: “Chi uccide un bambino, spegne il sorriso di una fata”. E proprio a lui, capitò questo tremendo destino. Riflettendo: la schiavitù non si riesce a debellare, perché è la mafia, la mafia che domina il nostro mondo!!!
Nonna Grazia

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