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Internet: da progetto segreto a fenomeno mondiale

Quanti di voi non hanno mai utilizzato Internet? Pochi, pochissimi. Oggi Internet è il principale mezzo di comunicazione di massa, interconnessione globale di reti informatiche che offre informazioni e servizi. Quale è la sua storia? Quello che vi proponiamo oggi è un viaggio nel tempo alla scoperta delle origini e della diffusione di questo fenomeno mondiale.
Siamo nel 1955, anni della Guerra Fredda, e l’agenzia segreta statunitense (successivamente denominata ARPA-net) progetta quello che diverrà Internet.

Nel conflitto mondiale tra Unione Sovietica e Stati Uniti, gli americani necessitavano di un mezzo di comunicazione rapido, immediato e sicuro per poter comunicare…la soluzione? Intergalactic computer network: rete che permetteva di collegare fra loro i vari computer presenti nelle basi militari e nelle sedi nascoste.
Ciò che oggi viene utilizzato per la ricerca di informazioni, per i social network e per lo shopping è nato come sistema di difesa e controspionaggio, finalizzato alla costruzione di una superiorità miliare rispetto all’Unione Sovietica, e destinato alla salvaguardia delle comunicazioni americane.

Il progetto segreto della DARPA-net (denominazione successiva) viene scoperto, e ciò determina la sua diffusione, sganciata  dall’iniziale utilizzo militare.  Siamo nel 1962 e i pochi computer esistenti (presenti nelle grandi università, nelle grosse aziende e negli edifici statali) si collegano a questa nuova rete continentale.

Non si trattava dell’Internet che siamo abituati a vedere, ma di righe di codici; niente immagini, niente siti. Negli anni ‘80, ciò che aveva riguardato esculsivamente gli Stati Uniti comincia a diffondersi in Francia con la Cylades (agenzia come la DARPA-net) e in Norvegia (Norsar). Il passo successivo avviene con l’unione (di reti) di questi due continenti.

E’ un’immensa innovazione nel campo tecnologico che pone le basi per la realizzazione di protocolli TCP/IP. Tutto è pronto per Internet. Cyclades, DARPA-net e Norsal non esistono più.

Quello che esiste è la connessione internet con linea RTG (linea telefonica geografica) con un apparato specifico, la cui evoluzione sarà il modem e successivamente il router. Nel 1991 viene inventato il protocollo http che permette la lettura ipertestuale, mentre nel 1993 vede la luce il primo browser chiamato Mosaic, che interpeta l’http (Hyper Text Transfert Protocol = Protocollo di Trasferimento di Testo).

Negli stessi anni nasce il “www” che è l’abbreviativo di World Wide Web, ovvero Grande Ragnatela Mondiale: la prima tecnologia Internet implementabile da chiunque. La facilità di utilizzo di queste nuovissime tecnologie, la rapida diffusione dei computer (anche per utilizzi domestici) portano, in breve tempo, ad un’ utenza internet di milioni di persone interconnesse fra loro. Quella che fino al ‘91 era una rete destinata a una comunità scientifica, militare e governativa diviene di utilizzo globale. Vengono quindi introdotti la privacy, il copywrite ed enti per la gestione e la tutela di Internet (tra i i più importanti si ricordano ICANN, il W3C e ISOC). Questa innovazione dalle dimensioni (quasi) illimitate comporta, tuttavia, situazioni di pericolo. Si tratta di un fenomeno che, vista la vastità, sfugge al controllo; bersaglio di attacchi da parte dei pirati informatici (Hacker o Cracker) che rubano dati sensibili, svelano credenziali e password per arrivare persino a rallentare l’internet globale. Ricordiamo il più grosso DDoS (Distributed Denial of Service, ovvero Negazione di Servizio Distribuito) avvenuto dal 20 al 22 Marzo 2013: attacco ideato e sferrato dal gruppo Cyberbunker con delle “Bombe Compresse” verso server di noti antivirus e server di streaming. Le cosiddette “bombe” erano pacchetti compressi .zip di pochi Kb, che una volta “attivati” generavano decine di Gb (ovvero da una grandezza di qualche migliaio a qualche decina di milione di byte). Si calcola infatti che dai server anti-spam dislocati in tutta Europa ci fu un traffico globale superiore al normale (ossia 1,8 Petabyte) di qualche decina di Pb al giorno (Petabyte = 1 biliardo di byte).
Riguardo ad Internet ci sarebbe ancora molto da dire: vi anticipiamo che tratteremo dei servizi che Internet offre, della vita nel web, delle problematiche legate al suo eccessivo utilizzo ed al lato oscuro di internet, meglio conosciuto come Black Web… non perdetevi il prossimo numero!
Per qualsiasi comunicazione, domanda, richiesta o proposta scrivi all’indirizzo mail press@hkstyle.it!
Stefano e Alice – HkStyle.it

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