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SFURSAT DELLA VALTELLINA

Tutti conoscono l’Amarone, uno dei grandi rossi italiani prodotto in provincia di Verona con uve sottoposte ad appassimento ma non tutti conoscono lo Sfursat della Valtellina, il primo vino rosso passito secco ad ottenere la denominazione di orgine controllata e garantita (Docg).

Le origini della viticoltura in Valtellina sono molto lontane nel tempo e risal gono all’epoca romana se non addirittura pre-romana o longobarda. Lo sfursat si ottiene dall’uva Nebbiolo che qui viene chiamata “Chiavvenasca”; dopo la vendemmia le uve, stese su graticci di canne, vengono fatte appassire in locali asciutti e ventilati almeno fino al 10 dicembre, anche se solitamente l’appassimento viene protratto fino a gennaio ed oltre, per raggiungere una concentrazione zuccherina all’interno degli acini superiore al 25%.

Dopo la pigiatura e la fermentazione lo Sfursat viene affinato per oltre 20 mesi in cantina di cui almeno 12 in botte di legno. Nel bicchiere si presenta con un colore rosso rubino dai riflessi granati; al naso sprigiona un ventaglio di profumi che vanno dai frutti rossi alle erbe aromatiche, dalle spezie come pepe e cannella fino a sentori di caffè, cacao e liquirizia; al palato si presenta caldo, morbido, strutturato e con un finale lunghissimo. Ideale con selvaggina, brasati e formaggi stagionati; ottimo anche per accompagnare una serata di chiacchiere tra amici.

Al ristorante La Rocca Contesa Vi propongo lo Sfursat di Nino Negri (storica cantina Valtellinese) da gustare in abbinamento con i maltagliati di pasta fresca al ragù di lepre o con la coda alla vaccinara.
Felice anno nuovo dal Sommelier
Luigi Caprioli

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