Rimani sempre aggiornato! - Scarica l'App di New Entry!

Rocco

Si tratta di un nome di origine germanica, che probabilmente in origine costituiva un ipocoristico di altri nomi, con gli elementi hraban (“corvo”, animale sacro nelle tribù germaniche) o hroth (“gloria”).

Altre fonti propongono una connessione a hrok (“riposo”), a hroc (dal significato incerto, forse “gracchiare”, “ruggire”, “gridare”), nonché a termini non germanici come il latino rocca (“rocca”, “fortezza”).

Deve la sua diffusione alla devozione verso san Rocco, un pellegrino del 1300 di origine francese che curò i malati di peste. Storicamente, il nome è documentato in Italia sin dall’Alto Medioevo nelle forme Rochus, Rocchus, Rocho e Roccho.

Usato in tutta la penisola, è maggiormente diffuso al Sud, specie in Sicilia; al di fuori dell’italiano è invece poco usato. Ulteriore spinta alla sua diffusione è stata data, di recente, dal film di Luchino Visconti Rocco e i suoi fratelli.

Rocco di Montpellier, noto come san Rocco (Montpellier, 1345/1350 – Voghera, notte tra il 15 e il 16 agosto 1376/1379), come detto, è stato un pellegrino e taumaturgo francese, venerato come santo dalla Chiesa cattolica e patrono di numerose città e paesi.

È il santo più invocato, dal Medioevo in poi, come protettore dal terribile flagello della peste, e la sua popolarità è tuttora ampiamente diffusa, tant’è che un recente studio ha individuato san Rocco come il secondo santo più invocato, dai cattolici europei, per ottenere la guarigione dal COVID-19.

Il suo patronato si è progressivamente esteso al mondo contadino, agli animali, alle grandi catastrofi come i terremoti, alle epidemie e alle malattie gravissime; in senso più moderno, è un grande esempio di solidarietà umana e di carità cristiana, nel segno del volontariato.

Con il passare dei secoli è divenuto uno dei santi più conosciuti nel continente europeo e oltreoceano, tanto da essere il più rappresentato in assoluto sui santini, ma è rimasto anche uno dei più misteriosi. L’annuncio della sua morte lasciò un intenso dolore, che invase l’intera popolazione unito allo sgomento per aver fatto morire un innocente in carcere.

Tale commozione esplose quando a fianco della sua salma venne ritrovata una tavoletta, sulla quale erano incisi il nome di Rocco e le seguenti parole: «Chiunque mi invocherà contro la peste sarà liberato da questo flagello». Soprattutto suscitò scalpore il riconoscimento del corpo da parte di una dama, la nonna di Rocco e madre del governatore, che grazie alla croce rossa impressa sul suo petto identificò in lui suo nipote.

Il compianto di un’intera cittadinanza fu il premio di tanta virtù, e in sua memoria la salma, sulla quale si scolpirono le parole rinvenute sulla tavoletta, venne deposta in una grande chiesa.
Voghera divenne il luogo del primo deposito del corpo del santo e, soprattutto, il fulcro della prima espansione del suo culto, insieme alle limitrofe zone piacentine.

Condividi