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RIDIAMOCI SOPRA

Un vecchio prete di un paesino del veneto insegna alle sue parrocchiane a dire in confessione “Sono caduta” invece del più volgare “Ho tradito”. Col tempo le donne, un po’ bigotte, imparano a esprimersi in questo modo per cui quando vanno a confessarsi si esprimono così: “Padre, mi perdoni perché questa settimana sono caduta tre volte” (oppure due volte o una volta, ecc). Per anni le cose filano lisce finché un giorno il vecchio prete muore e viene sostituito da un giovane pretino che non sa dell’usanza del paese. Rimane quindi colpito dal fatto che molte parrocchiane si presentano per la confessione dicendo: “Sono caduta due volte” (o tre volte, ecc), però attribuisce il fatto alla cattiva condizione delle strade del paesino. Passano le settimane, ma le confessioni sono sempre le stesse. Un giorno il pretino decide di andare a protestare dal sindaco: “Signor Sindaco, da quando sono giunto in questo paese non vedo altro che parrocchiani che si lamentano di essere caduti, chi una volta, chi due, chi tre e chi più volte. È ora di porvi rimedio!”. Il Sindaco capisce subito l’equivoco in cui è caduto il prete e quindi lo tranquillizza subito: “Ma no, signor parroco, non si preoccupi!”. E il prete: “Ma non è vero che non ci sia da preoccuparsi! Anche sua moglie questa settimana è caduta due volte!”.


Dice la maestra ai bambini: “Chi saprebbe mettermi un buco dentro un altro buco?”. Allora Anna alza la mano: “Maestra, io so come si fa”. “Allora dimmi”. Anna unisce i due indici e i due pollici della mano creando un anello che va a porre intorno alla bocca. “Ecco, maestra, un buco in un altro buco”. “Brava Anna. Chi sa come si può mettere tre buchi in un buco?”. Anna alza la mano di nuovo: “Maestra, io so come si fa”. “Allora dicci”. Fa di nuovo la stessa mossa solo che questa volta il buco circonda non solo la bocca ma anche le narici. “Bravissima, Anna. Adesso chi sa mettere cinque buchi in un buco?”. Anna alza la mano e la maestra le dà ancora una volta la parola. Allora ripete la stessa mossa e questa volta il buco circonda la bocca, le narici e gli occhi. “Bravissima, Anna”. A questo punto Paolo scocciato alza la mano e dice: “Maestra, come possiamo mettere nove buchi in un buco?”. Nessuno sa rispondere, nemmeno Anna. E la maestra: “Non lo so, Paolo, diccelo tu”. “Prendiamo un flauto e lo infiliamo nel sedere di Anna”.

Inserzione su un giornale locale americano: “Vendesi cane: mangia di tutto e ha un debole per i bambini”.

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