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PROVERBI SULL’AMORE

L’amore viene vissuto in modi e con aspettative diverse in base all’età, all’ambiente in cui nasce, alla cultura, alla famiglia con i suoi insegnamenti e all’esempio che ci è stato offerto. Non è certo solo il primo romantico incontro, l’innamoramento tutte rose e fiori e non ci sono ricette magiche per trovarlo né per mantenerlo nel tempo. Una volta non si parlava molto d’amore, anzi: in famiglia era un tabù; in pubblico le coppie si lasciavano andare poco a smancerie; il maschio assumeva il ruolo di duro, anche se sotto sotto era ed è spesso più debole e sensibile della donna. Senza dubbio è l’amore, in tutte le sue sfaccettature, che dà il senso alla nostra vita, tra sorrisi e lacrime, periodi tranquilli e burrasche, tra nuvole e sole. Senza amore sarebbe davvero una vita inutile e piatta.

Da sempre abbiamo sentito dirci dai nostri genitori che l’adolescenza è “L’età dela stüpidéra”, delle prime cotte, poi arriva la giovinezza e, di solito, l’amore più stabile. Un detto tipico nostrano, riferito al piatto preferito dai bresciani diceva che “L’amur l’è mìa polenta”. L’amore è anche forte e non si può nasconderlo “L’amur e la tóss sa pöl mìa scundìi”. E ancora “Quand l’amur èl g’hè, la gamba la tira ‘l pè”, non si può stare lontano dalla persona amata; “L’amur nöf èl và e ‘l vé ma chèl vècc el sa manté” (l’amore nuovo è incostante, l’amore radicato si mantiene); si diceva anche che “Amur vècc no ‘l deènta mai frèt” (amore datato non si raffredda mai). Si sa che possono subentrare litigi e amarezze: “Amur, prima ‘l g’ha ‘l mél e po’ ‘l g’ha ‘l fiél”, e “Amur sensa baröfa ‘l fa la möfa”, tanto che qualche proverbio mette in dubbio che innamorarsi sia una fortuna “L’è fürtünat chèl che s’è mai ‘nnamurat”, seppur non si muoia per amore ”Coi fastide de l’amur sa tribüla ma no sa mör”. Non può mancare nei rapporti d’affetto la gelosia “Amur e gelosia i nàs èn compagnia”, peggio tra fratelli “Amur de fradèi, amur de cortèi”. L’amore non sempre è eterno ”L’amur èl fa passà ‘l tép, ‘l tép èl fa passà l’amur”. Si evince da questi esempi che l’amore si può analizzare sotto moltissimi aspetti, dai più rosei ai più spinosi. Da fidanzati ovviamente è tutto più emozionante, romantico, ma la convivenza o il matrimonio svelano poi tratti del carattere, abitudini, problemi concreti quotidiani, che mettono alla prova pazienza, rispetto, complicità…

Si è passati da matrimoni di qualche decennio fa che duravano davvero “finché morte non vi separi”, ma purtroppo non sempre significava che si volessero bene davvero: soprattutto le donne che non erano indipendenti economicamente, sopportavano soprusi, infedeltà, maltrattamenti, perché non avevano altra scelta. I genitori stessi delle femmine, salvo rarissime eccezioni, raccomandavano loro di essere sottomesse al marito, di tacere, sopportare e non potevano neppure pensare di tornare nella famiglia natìa, perché era un disonore abbandonare il tetto coniugale. Ora si assiste a situazioni completamente opposte: donne che lavorano e sono indipendenti si separano forse troppo facilmente, facendo soffrire soprattutto i figli. Alcune hanno motivi gravi, ma altre si comportano con leggerezza, in cerca di libertà o di un uomo perfetto che non esiste, se non nei film e nei romanzi rosa.
Pertanto auguriamoci che San Valentino non sia solo la ricorrenza per i regali, ma per rinnovare l’amore, tenendo vivo o modificando ogni anno ciò che può servire a non farlo spegnere.

Olfi Ornella

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