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OMICIDIO NELLA SERRA

L’ispettore Gianluchik insieme alla sua Cristina ed a Marica e Daniele, si trovava in un parco a passeggiare, lontano finalmente dal suo lavoro.
Neanche a dirlo, dopo qualche minuto squillò il cellulare di Gianluchik, il quale con una sbuffata lo prese e rispose alla chiamata: “Pronto chi parla?” “Ispettore ci è arrivata una segnalazione del signor Enrico, il floricoltore che abita alle porte della città, il quale ci ha riferito che è avvenuta una sparatoria” – rispose il sergente di turno. Gianluchik rispose: “Ho capito, vado subito sul luogo del delitto”.

Così anche quella gita in un parco per sentire il respiro delle piante diventò l’ennesima giornata di lavoro. Giunto sul posto c’era Enrico che lo aspettava. Dopo i soliti convenevoli, lo condusse alla serra principale. All’interno di essa, Enrico fece notare immediatamente dov’era il corpo della vittima: riverso in una pozza di sangue. La temperatura interna della serra era altissima, visto e considerato che era formata da una vetrata che non lasciava trapelare un filo d’aria all’interno. Inoltre bisogna dire che era tenuta molto in ordine e ben pulita, sangue a parte…

L’ispettore Gianluchik vide il viso della vittima: era Michele, un pregiudicato appena uscito da galera che era anche una sua vecchia conoscenza. Quest’ultimo fece un’espressione pensierosa e Enrico, accorgendosi di essa, iniziò a spiegare per quale motivo Corrado si trovasse nella sua serra: “Appena uscito di prigione, si recò qui da me in cerca di lavoro. In quel periodo mi serviva un aiuto e così lo presi con me anche se aveva delle precedenti penali; dopo tutto è pur sempre un essere umano ed ho voluto dargli una possibilità di riscattarsi in qualche modo” – rispose Enrico con freddezza. Gianluchik replicò: “Va beh, lasciamo perdere il perché l’hai assunto; tutta la città sa che tra di voi non scorreva buon sangue, dunque, mi dice cosa è accaduto?”

“Mezz’oretta fa è arrivata un auto a gran velocità che successivamente si è fermata proprio di fronte alla serra: è sceso un uomo incappucciato ed ha iniziato a sparare all’impazzata colpendo a morte il povero Michele. Forse era un suo compare nei cui confronti aveva commesso qualche sbaglio”. – rispose Enrico. “Dovevi fare lo scrittore di gialli invece del floricoltore, hai molta fantasia… ti dichiaro in arresto per l’omicidio di Michele” esclamò Gianluchik. Come mai l’ispettore è convinto che sia stato il floricoltore Enrico a commettere il delitto? Scopritelo voi prima di leggere la soluzione qui sotto pubblicata.

LA SOLUZIONE: Se il racconto del floricoltore Enrico fosse vero, la vetrata della serra avrebbe dovuto essere in frantumi ed i cocci di vetro sarebbero sparsi intorno al cadavere, avendo un uomo sparato all’impazzata dall’esterno… Invece nel racconto si specifica che nella serra c’era una temperatura molto alta e che non entrava un filo d’aria. Inoltre si dice che la serra era molto pulita a parte il sangue della vittima. Quindi è lampante il fatto che Enrico sia l’assassino di Michele avendolo ucciso nella serra inventando tutta la sceneggiata.

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