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MERCEDES 560 SEC: VETTURA DEL GIOVANE DI SUCCESSO

La protagonista dell’articolo di oggi, è un’icona degli anni ’80, dello yuppismo e della Milano da bere. Siamo negli anni ’80, sul calare della guerra fredda, il dualismo musicale fra i Duran Duran e gli Spandau Ballet, negli anni dell’apice del cartello di Medellin e di Pablo, delle giacche con le spalline e dei completi pastello di Miami vice. Una cornice non di poco conto sotto tanti punti di vista, gli anni ’80 sono stati più intensi di quanto si possa pensare e non solo per le ragioni elencate sopra citate, fra il serio e il faceto.

Apice di un periodo di grande benessere e propulsione economica per l’Italia, iniziato negli anni ’50 con il boom economico del dopo guerra. Milano in quegli anni era più che mai il cuore della finanza e dell’imprenditoria. La 560 SEC fu una meravigliosa e prestante coupé con quattro comodi posti e un possente V8 sotto il cofano. Appartiene alla gloriosa serie di vetture che ricadono sotto la sigla C126, sfrutta il pianale della W 126 accorciato di ben 9 cm.

A differenza della versione berlina per il coupé non erano previste versioni a gasolio, le portiere erano sprovviste di montante centrale e tutti i finestrini inclusi quelli posteriori erano abbassabili, creando un’inedita ed unica superficie in grado di offrire ampia luminosità ed un impatto estetico davvero notevole. Il motore sprigionava ben 300 CV di potenza, abbinati ad un cambio automatico, la macchina toccava i 250 km/h e passava da 0 a 100 km/h in 6.8 secondi.

Il tutto nel massimo confort, adagiati nelle comode sedute in pelle, fra climatizzatore e ogni sorta di optional disponibile all’epoca.
Pesando quasi 18 quintali, una potenza del genere si rende quasi indispensabile. Il disegno è opera di Bruno Sacco, che realizza una macchina stupenda, di gran classe. In quegli anni, era il simbolo di chi imprenditorialmente era arrivato in cima. Era talmente opulenta e votata anche al confort che le cinture di sicurezza, una volta seduti, automaticamente si avvicinavano a chi sedeva davanti per agevolare l’allaccio.


Trazione posteriore, tanta potenza e un motore con un respiro pressochè infinito, le conferivano la possibilità di essere usata per svariati utilizzi: lunghi viaggi autostradali a medie elevate, così come accompagnarvi in città fra un semaforo e l’altro senza stancarvi mai. Ottima anche per chi aveva famiglia, i posti dietro erano comodi, utilizzabili e il vano bagagli era davvero ampio, consentendo il carico di valigie per quattro persone.

Un ottimo esempio di confort, prestazioni e classe, pronta però a piacere anche alla moglie data l’assoluta armonia delle proporzioni e agli interni opulenti e lussuosi. Insomma un successo annunciato, che anche oggi riscuote consensi ampi nel mondo del collezionismo. Una 560 SEC, non invecchia mai, al massimo vi renderà solo un po’ più nostalgici.

Antonio Gelmini

Per curiosità o valutazione su vetture di interesse storico inviare una mail a: meccanicagelmini@gmail.com

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