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Mano che sorregge

Nel profondo degli occhi
l’animo sfiorandole, con tocco leggero
forte stringo Vittoria, intensamente
sentendole il core, battere forte
farsi boato , poi sussurro. cadenzato
pago, confidente.
Signorinella, il mio gigante buono
a breve compirà tredici anni
fra le mille peripezie, lottando a denti stretti
rinnovandosi, osando fissare
nell’orbite la malattia, giorno dopo giorno
maturando, lussandosi le anche
facendo un passo indietro, uno in avanti
di bellezza pura, radiosa
come stella rifulge, nella notte tremula
a dimostrazione di quanto la vita sappia
ancora e sempre, donare gioia
capacità di suggerne l’essenza
trovando piacere nel dono
nella partecipazione comune
a chi a piene mani in ascolto rimane.
Il buon Dio ringrazio
per tanta grazia ricevuta, nelle sue mani l’affido, affinché possa proteggerla, custodirla, pascerla
come agnello prediletto.
A mia madre, angelo nei cieli nel  grembo,
avvolgente, materno, il suo capo reclino
certa che ogni sua carezza, fremito, ansito
forte la sosterrà nel cammino,
che il varco dispiega all’orizzonte.

MILENA, LA MAMMA DI VITTORIA E DI CELESTE

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