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“L’albero della croce”

Mi trovo qua sul Monte Golgota innalzato,
Io possente albero in Croce trasformato,
mai mi sarei immaginato, di sostenere,
con i chiodi a me piantato,
Il Figlio di Dio Onnipotente, Padre del Creato.
Il sudore ed il sangue di Cristo
in me son penetrati,
alla base del mio legno a me abbracciate
la Madonna e le Pie Donne,
le cui lagrime mi han bagnato.
Mille volte avrei preferito essere usato
come legna da camino,
piuttosto che assistere al Tuo atroce supplizio, Signore mio.
Agonizzante, lanci il Tuo grido di dolore
e poi, il capo insanguinato hai abbassato,
l’ultimo Tuo urlo, il Cielo ha squartato,
Il sole si è spento, le nubi impazzite si sono annerite.
La terra tremava, la gente urlava impaurita:
Era davvero il Figlio di Dio, il Re dei Re.
Poi, piano piano, il sole è riacceso,
il Corpo Tuo da me han schiodato
e le Sante Donne di unguento ti hanno cosparso
e nel Santo Sepolcro depositato.
Ma ecco, come da Te predetto,
il terzo giorno dal mondo dei morti Sei ritornato.
Ed io, la tua Croce, che sul Calvario ancora son piantato, ho udito l’eco della gente che il vento a me ha trasportato: Gesù Cristo è Risorto
E di immensa luce la vita di tutti ha riempito,
anche di quelle bestie
che alla Croce l’avevano inchiodato.


Giordano

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