Rimani sempre aggiornato! - Scarica l'App di New Entry!

Lago di Ledro (Trento)

Il lago di Ledro si trova in una valle sospesa che congiunge la valle del Chiese con il lago di Garda. Ad una altezza di 655 m, la sua superficie è di 2,187 km² e ha una circonferenza di circa 10 km.
Negli anni ottanta, nell’autunno del 2009 e nel novembre 2011, parte del lago si è tinta di rosso per la fioritura dell’alga Oscillatoria rubescens, indicatrice di un’aumentata trofia del lago.
Presso una sponda del lago sono stati ritrovati dei reperti di una civiltà palafitticola dell’Età del Bronzo, i quali rendono il lago un sito archeologico ed il relativo museo di rilevanza mondiale. Sulla sponda del lago è stata ricostruito un villaggio a palafitta simile a quello esistente nell’antichità.
La valle di Ledro nella Grande Guerra
Appartenente all’Impero austroungarico, il territorio della valle nel maggio del 1915 subì lo sgombero della popolazione trasferita in alcuni campi di raccolta situati in Boemia/Moravia (Cechia) ed Austria. La valle divenne zona di guerra con a sud le linee italiane dilatate fino alle pendici della catena dei monti settentrionali (Monte Vies, La Cocca, Costa di Salò, San Giovanni) e comprendente tutti i centri abitati; direttamente a contatto con quella italiana, a nord, la linea austriaca arroccata sulle creste a dirupo del Monte Cadria, Tomeabrù, Parì, Cima d’Oro, Valdes, Rocchetta, Cima Capi; alle spalle di questa, nella frazione di Campi (Riva del Garda), il forte Tombio ad ulteriore rafforzamento dei trinceramenti di alta quota. È possibile tutt’oggi visitare buona parte della linea austriaca e le trincee di collegamento poiché scavate in roccia a notevole profondità, verticale ed orizzontale, lungo tutto il versante nord, da ovest ad est, partendo dal forte di Lardaro fino a Riva del Garda. Le prime linee italiane d’assalto, proprio a causa della loro posizione ravvicinata alla prima austriaca, sono pressoché scomparse salvo alcune scavate in roccia e visitabili a Tiarno di Sopra e di Sotto, Bezzecca, nei pressi di Cima d’Oro e San Giovanni. La terza linea italiana, a sud, si estendeva dal Monte Nodic in frazione Pergasina di Riva del Garda correndo lungo Cima Fortini, Monte Carone, Passo Nota, Tremalzo e scendeva fino a Storo; questa è ancor’oggi ben visibile e praticabile col rampichino e fuoristrada (solo autorizzati); sono inoltre visibili alcune fortificazione italiane in calcestruzzo nella piana di Pur e all’imbocco della Valle di Concei. Durante i quasi 4 anni del conflitto, nella valle non si ebbero scontri fra grandi unità data l’esiguità dello spazio e la morfologia delle linee montane particolarmente adatte alla difesa.
All’inizio del conflitto i reparti italiani avanzarono fino a contatto con la linea austriaca accuratamente preparata in cresta da un paio d’anni e fornita di campi minati e filo spinato; forti combattimenti si ebbero a San Giovanni ed allo Sperone, nei pressi di Cima d’Oro a quota 1336 m e a Costa di Salò; nella valle di Concei frequenti furono gli scontri fra pattuglie di esploratori ed incursori di ambo gli eserciti così come notevoli i bombardamenti dell’artiglieria italiana contro le fortificazioni di alta quota. Alla fine del 1918, con il crollo del fronte austroungarico, ogni posizione fu abbandonata e successivamente i numerosi recuperanti locali di materiali di valore (ferro, rame, polvere pirica, munizioni) svellero tutte le corazzature dalle cupole, dalle porte e dalle luci.
Purtroppo l’artiglieria austriaca, dai forti di Riva e Campi, a disturbo della linea italiana, provocò la distruzione e l’incendio di tutti i centri abitati della valle di Ledro la cui ricostruzione fu opera dalla popolazione locale rimpatriata nel 1919 e supportata dal genio militare italiano con materiali da costruzione, mezzi di trasporto e supporto logistico quale cucine da campo, vettovagliamento, alloggi e terminò nel 1924. ota, fra i 1600 ed i 2000 metri.
La valle di Ledro oggi
Tra foreste e pascoli, ecco le acque verde-azzurro del lago di Ledro. Nato da uno sbarramento morenico, il lago si trova a 650 metri di altitudine tra il Garda e l’Idro ed è caratterizzato da acque particolarmente pulite di colore verde-azzurro, circondate da prati e boschi. La posizione in cui si trova la valle di Ledro, tra il clima mediterraneo del Garda e quello già alpino del lago d’Idro, rende la flora molto varia, spaziando dal leccio alla stella alpina e al nocciolo, dal pino silvestre all’abete bianco e, nel sottobosco, felci, frutti di bosco e funghi. Il lago è molto apprezzato dai turisti che in estate trascorrono piacevoli vacanze balneari sulle sue rive, nelle attrezzate strutture ricettive della zona. Inoltre una delle spiagge è accessibile ai cani. La storia del lago è antichissima tanto che nel 1929 l’abbassamento delle sue acque ha mostrato i resti di un villaggio palafitticolo dell’età del bronzo ora diventato Patrimonio dell’Unesco. Gli amanti della pesca trovano un ambiente adatto, ricco di fauna ittica. Tra i pesci comunemente pescati nel lago troviamo la trota, il persico, l’alborella, il coregone, la tinca, il luccio e qualche anguilla. Per pescare nel lago è necessario avere un permesso dietro presentazione della licenza governativa di pesca.
Spiaggia di Molina di ledro
Quattro sono le spiagge attorno al Lago di Ledro, più una animal friendly:
Molina di Ledro
La spiaggia pubblica di Molina di Ledro, in località Besta, è la più grande e la più esposta al sole; dispone di un esteso prato verde, sul quale rilassarsi e prendere il sole, di campo da beach volley e di campi da tennis, servizi igienici, ampio parcheggio a pagamento e bar.
Mezzolago
La spiaggia pubblica di Mezzolago, sulla sponda nord del Lago di Ledro e a due passi dal centro abitato, offre la possibilità di rilassarsi nell’ampio prato provvisto di parco giochi per bambini e tavoli per pic nic e nella spiaggia con annesso pontile galleggiante. Parcheggio gratuito.
Pur
La spiaggia pubblica di Pur è la più tranquilla della valle e si trova sulla sponda sud del Lago di Ledro; essa dispone di ampio prato con parco giochi per bambini, parcheggio gratuito, bar e pizzeria nelle vicinanze. In una altra spiaggia nelle vicinanze sono ammessi i cani. Parte della spiaggia di Pur è stata delimitata e dedicata ai nostri amici a 4 zampe che potranno godersi la tintarella estiva e farsi un bel bagno assieme ai loro padroni.  Inoltre, lungo la passeggiata attorno al lago, sono stati posizionati dei dispenser con i sacchetti per la raccolta delle deiezioni. Quando il cane sporca, pulire è un atto di civiltà. Dal 1929, il suo livello è influenzato dal fabbisogno di energia della Centrale Idroelettrica di Riva del Garda che utilizza le sue acque che, incanalate in un tunnel lungo 6 Km scavato nel fianco della montagna, scendono verso Riva del Garda. E’ alimentato da numerose sorgenti, in generale subacquee, dai torrenti Massangla, Assat di Pur e Assat di Pieve, che però risultano asciutti gran parte dell’anno

Fonte: Vikipedia

Condividi