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LA MORTE INVISIBILE

Anna, una brava ragazza con la testa sulle spalle fa parte di una buona famiglia con sani principi. Ogni giorno, o quasi, si reca sempre a trovare lo zio molto ricco, residente in un appartamento che rispecchia decisamente l’opposto del suo patrimonio. La brava ragazza inoltre fa parte di una folta compagnia di ragazzi che si ritrovano, appena possono, per fare due parole tutti insieme, all’insegna dell’Amicizia.
Tra questi amici vi è anche il nostro famoso ispettore Gianluchik, ragazzo molto in gamba e con una grande esperienza e reputazione senza contare il suo fascino irresistibile sulle donne.
Ebbene, tornando a Anna, sabato mattina, come di consueto si reca a trovare lo zio, ma trova una sorpresa… e così chiama il suo amico ispettore per far luce sul giallo.
“Povero zio! Soffriva di depressione, ma non potevo immaginare che sarebbe arrivato al suicidio…!”-esclamò Anna
Nonostante le finestre spalancate, l’odore del gas pervade ancora il minuscolo e malandato appartamento dove il ricchissimo zio si ostinava a vivere. Anna, nipote del defunto, sta parlando con Gianluchik: “Stamani, come sempre, sono venuta a fargli visita. Ho suonato più volte inutilmente il campanello. Alla fine, ho tentato di forzare la porta e… sorpresa, mi appare dall’interno la figura di mio fratello Giordano immerso in un’aria satura di gas. Quando poi ho visto lo zio sdraiato a carponi per terra non ho potuto resistere ed ho pensato subito al peggio…”
Gianluchik, dopo aver lasciato sfogare la ragazza, pone la sua attenzione su Giordano: “E tu, cosa ci facevi qui, da tuo zio?” Il ragazzo, non curante delle lagne della sorella, racconta: “E’ stata una telefonata anonima che mi ha avvisato di recarmi qui a prestare soccorso, in quanto si erano sentiti degli strani rumori provenire dall’appartamento; ma quando sono arrivato, dopo aver aperto l’uscio con il doppione delle chiavi in mio possesso, mi sono reso conto che l’appartamento era saturo di gas e che ogni fessura era sigillata. Ho chiuso il rubinetto e spalancato le finestre… ma ormai, purtroppo, non c’era più nulla da fare…
E poi, dopo pochissimo è giunta mia sorella”.
“Ho capito Anna, a te la parola: secondo te tuo zio quale motivo può aver avuto per suicidarsi?” chiede con voce rauca l’ispettore.
“Secondo me, adesso che ho le idee più chiare, è stata tutta una messa in scena di Giordano, per prendersi l’eredità—“. “Bene, io invece, ancora prima di chiedere l’opinione a tuo fratello, ho capito che eri tu la colpevole e quindi ti dichiaro in arresto per l’omicidio di tuo zio e per falsa testimonianza”. – afferma con sicurezza l’ispettore. Un particolare, nel racconto di Anna non convince Gianluchik! Quale?

 

LA SOLUZIONE è impossibile che Anna abbia suonato più volte il campanello, altrimenti avrebbe provocato un’esplosione. Ha mentito spudoratamente e quindi è stata lei ad escogitare questo falso suicidio. Ma perché incolpare il fratello? Beh, l’eredità, sarebbe stata destinata sicuramente al nipote maggiore Giordano così che, liberandosene, non avrebbe avuto nessun ostacolo per raggiungere il proprio scopo. Mamma mia, quanto sono velenose queste donne…

 

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