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I SIGNORI ONOREVOLI

Gli uomini politici, insigniti dal titolo “Onorevoli”, sono diventati tanti da non saperne più il numero. Il mio pensiero (cattivo) è che di questo titolo a loro assegnato non ne conoscano il giusto significato. L’Onorevole, dovrebbe essere “persona di essere onorata” perciò capace di responsabilità, disponibile per assumere compiti per un buon governo e tanto meno disposto a facili compromessi e illeciti guadagni. La futura gioventù, che un domani potrebbe essere formata da futuri “onorevoli”, che immagine gli viene proposta da questi governanti? Linguaggio volgare, senza alcun rispetto tra di loro e dei capi che li governano; sotterfugi per nascondere le loro malefatte, pretese per i loro compensi, senza considerare l’inganno e la delusione che hanno provato, coloro che li hanno votati, mandandoli al potere. Ci ritroviamo una classe di dirigenti solo VANAGLORIOSA, senza pensare a quello che ogni italiano ha sempre sperato: IL BENE DELLA PATRIA (o PAESE). L’Euro vacilla ma loro fanno dibattiti e assenteismi, perché non venga tolto un centesimo ai loro compensi. Tutto questo procede a danno delle classi disagiate. Miei carissimi “signori onorevoli”, perché stando comodi sulla vostra poltrona, non vi sforzate di creare un punto d’incontro? Pensate ai disoccupati, ai genitori disperati e ai precari che non possono sostenere la propria famiglia, ai giovani che devono avere la possibilità di tentare per poter valutare la loro intelligenza. Rivalutate le vostre coscienze, abbiate la correttezza di diventare concreti e coerenti (sono diverse “C” da ponderare). Sono semplici parole di una persona anziana, che ha visto tanti governi, ma la disperazione dei giovani sta superando ogni limite. Auguri e buon lavoro. G.T.C.

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