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FRANCIS SCOTT FITZGERALD (1896-1940)

Francis Scott Key Fitzgerald (Saint Paul, 24 settembre 1896 – Los Angeles, 21 dicembre 1940) è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense, autore di romanzi e racconti. È considerato uno fra i maggiori autori dell’Età del jazz e dei cosiddetti “ruggenti anni Venti” e, più in generale, per la sua opera complessiva del XX secolo.

Le origini
Fitzgerald nacque in un ambiente tipico del Middle West. Suo padre Edward era un gentiluomo del Sud originario del Maryland e cattolico, distinto e aristocratico nei modi e dall’indole integerrima, ma inconcludente, tanto da non riuscire sempre a provvedere degnamente ai bisogni della famiglia. La madre, Mary McQuillan, era una donna dal carattere romantico e irrequieto, figlia di un commerciante benestante e nipote di un ricco irlandese che aveva trovato fortuna in America grazie al commercio all’ingrosso di generi alimentari.


Sin dall’adolescenza il giovane Scott fu attratto dal mondo aristocratico del Sud e dagli ideali che il padre gli aveva trasmesso, quelli dell’“onore, della cortesia e del coraggio”, ma avendo sofferto delle ristrettezze economiche e facendo un confronto tra il fallimento paterno e il successo dei nonni materni – che avevano conquistato la stima con il denaro – provò spesso ammirazione per la nuova borghesia statunitense ed ebbe sempre per essa rispetto e una certa invidia. Come dirà a Hemingway, e come scrisse in The Rich Boy, la ricchezza “è diversa da voi e da me: ha subito posseduto, subito goduto, e questo produce un effetto speciale”.


Fitzgerald non poteva tuttavia fare a meno di rilevare la corruzione e l’apatia che spesso si associava a quello stile di vita e portò sempre con sé un vivo rigetto ricollegabile all’educazione cattolica impartitagli soprattutto dalla madre. Da qui nacque la lotta interna tra l’idealista romantico ed il moralista scettico che è alla base del suo atteggiamento verso la vita delle classi agiate e che costituì il principale tema delle sue opere. Nel 1898 i Fitzgerald si trasferirono a Buffalo (New York), dove il padre aveva ottenuto un lavoro come rappresentante alla Procter and Gamble. A Buffalo rimasero fino al 1901, quando si spostarono a Syracuse, dove nacque la sorella Annabel.

Il primo romanzo: This Side of Paradise (Di qua dal Paradiso)
Il giovane, una volta arrivato a New York, pieno di entusiasmo e di felicità, si impiegò in un’agenzia pubblicitaria, la Street Railway Advertising Company, per 90 dollari al mese e la rivista Smart Set gli pagò 30 dollari per un racconto. Presentò il manoscritto dell’Egoista romantico che aveva scritto durante il periodo di addestramento nel Kansas all’editore Scribner con la speranza che venisse accettato perché, come scrisse in una lettera inviata all’amico Edmundo Wilson “Se Scribner lo accetta mi sveglierò una mattina e scoprirò che le debuttanti mi hanno reso famoso in una notte. Credo che nessun altro avrebbe potuto scrivere in modo così penetrante la storia dei giovani della nostra generazione”. Il romanzo venne però rifiutato anche se l’editore lo incoraggiò a continuare. Zelda, che non aveva nessuna intenzione di sposare un uomo senza denaro, si rifiutò di aspettare più a lungo e ruppe il fidanzamento informale. Scott rimase ubriaco per tre settimane e si trovò a dover affrontare la miseria che tanto odiava.


Fitzgerald, che si trovava a dover vivere queste esperienze, decise di recarsi a St. Paul dove, chiuso in casa, si dedicava giorno e notte alla revisione del romanzo. A settembre egli ripresentò a Scribner il manoscritto, che venne accettato dal suo redattore, Maxwell Perkins, e il 26 marzo del 1920 il romanzo, con il titolo di This Side of Paradise, (Di qua dal Paradiso) fu pubblicato e subito ben accolto diventando, come scrive Barbara Nugnes “un vero e proprio best seller non solo per le indubbie qualità di freschezza e di spirito, ma anche e soprattutto per il tono spregiudicato, insieme cinico e romantico, con cui esplorava la vita sentimentale degli adolescenti statunitensi”. Fitzgerald divenne così in breve tempo uno dei portavoce della nuova generazione pronto ad abbandonarsi a quel lungo periodo di gioia irrefrenabile e di esaltazione collettiva che venne detta “Età del jazz”.


Il matrimonio con Zelda
Fitzgerald ritornò felice e trionfante a Montgomery mentre con la pubblicazione del romanzo egli aveva raggiunto l’agiatezza economica e Zelda accettò di sposarlo. Il 3 aprile, nella Cattedrale di San Patrizio a New York con una favolosa cerimonia, si sposarono iniziando, come scrive Fernanda Pivano, “la grande leggenda della bellissima coppia, eroina, simbolo e interprete di tutte le prodezze sofisticate dell’età del jazz”.
Per l’estate affittarono una casa a Westport nel Connecticut e in ottobre un appartamento a New York a 38 West 59th Street divertendosi in modo esagerato, scandalizzando gli anziani con il loro comportamento anticonformista e nello stesso tempo entusiasmando i giovani.


Il 4 marzo 1922 venne pubblicato il secondo romanzo dello scrittore, The Beautiful and Damned (Belli e dannati) che era uscito a puntate sul Metropolitan Magazine e che affronta il tema della dissoluzione morale e psicologica di una giovane coppia negli Stati Uniti d’America degli anni venti. Il romanzo offre attraverso apprezzabili chiaroscuri, le contraddizioni del grande paese nell’era del fox – trot, del jazz (poco citato) e del ragtime. Subito dopo la pubblicazione di Belli e dannati, il 22 settembre uscì una nuova raccolta dal titolo Tales of the Jazz Age (Racconti dell’età del jazz) che comprendono i migliori racconti della produzione fitzgeraldiana, tra i quali Il curioso caso di Benjamin Button, da cui è stato tratto l’omonimo film con Brad Pitt, Il diamante grosso come l’Hotel Ritz, novella in cui lo scrittore attacca l’amoralità, le ingiustizie e gli eccessi che derivano dalla ricchezza e, soprattutto, Primo Maggio, racconto realistico e di grande valore artistico dove la tecnica usata rammenta al lettore il metodo tipicamente cinematografico di alcuni romanzi di Dos Passos.

Nel novembre del 1923 venne messa in scena ad Atlantic City la commedia in tre atti The Vegetable, or from President to Postman (Il vegetale, o da presidente a postino) che fu un insuccesso. Il lavoro fu giudicato mediocre e si giustificava solamente con il fatto che Fitzgerald in quel periodo aveva un gran bisogno di denaro ed era così disposto a scrivere anche cose in cui non credeva. All’inizio del 1925, i Fitzgerald andarono ancora a Parigi dove il 10 aprile venne pubblicato il romanzo Il grande Gatsby che, pur essendo un’opera di felice ispirazione, non ottenne il successo del precedente romanzo. Durante la primavera Scott conobbe Ernest Hemingway, allora scrittore alle prime armi, con il quale s’intese subito e al quale fece ottenere un contratto con l’editore Scribner.


Il 1926 fu un anno di spostamenti, di litigi e d’incomprensioni. Il carattere di Zelda diventava ogni giorno più strano tanto che dovette essere ricoverata per un breve periodo in una clinica. A dicembre ritornarono negli Stati Uniti sul Conte Biancamano e a gennaio del 1927 si recarono per un primo viaggio a Hollywood, dove lo scrittore era stato invitato per scrivere una sceneggiatura per la commedia di Constance Talmadge (che verrà rifiutata) e dove lavorò per la “United Artists”. Per quella occasione la coppia prese una casa in affitto a Wilmington nel Delaware e Zelda iniziò a studiare danza. Tra l’aprile e il settembre del 1928 fecero ritorno a Parigi per ritornare nell’inverno nuovamente negli Stati Uniti senza piani precisi. Le incomprensioni e i litigi si fecero sempre più intensi e insanabili e Scott si diede più che mai all’alcool.


Nel 1934 venne pubblicato il quarto romanzo di Fitzgerald, Tender Is the Night (Tenera è la notte), l’opera alla quale lo scrittore lavorò più a lungo ma che ottenne scarso successo. Zelda intanto, colta da una terza ricaduta, fu nuovamente ricoverata. Il 1935 vide Scott disperato per l’insuccesso ottenuto dal libro, per la situazione economica e per il suo stato di salute. Era stato infatti colto da un serio attacco di tubercolosi e dovette essere ricoverato prima a Tryon, nella Carolina del Nord, poi ad Asheville e infine a Baltimora.


Dalla crisi durata parecchi mesi emerse un nuovo Fitzgerald, oramai disincantato. Mentre seguitava a scrivere racconti per l’Esquire (tra cui qualcuno ambientato ad Hollywood) concepì e iniziò a scrivere The Last Tycoon (L’ultimo magnate, conosciuto in Italia con il titolo Gli ultimi fuochi e pubblicato nel 2012 con il titolo L’amore dell’ultimo milionario), che vede nel produttore Monroe Stahr un Gatsby più maturo, ma altrettanto idealista. Questa resta probabilmente l’opera di Fitzgerald più significativa e penetrante ambientata nel mondo del cinema. Il romanzo, rimasto incompiuto, uscirà postumo nel 1941 pubblicato dall’amico Edmund Wilson con le indicazioni che Fitzgerald stesso aveva predisposto per il suo compimento. Grazie a quest’uscita postuma la critica riscoprì l’autore.


Gli attacchi di cuore e la morte
Alla fine di novembre sopraggiunse un primo attacco di cuore. Spaventato, ma non arresosi, lo scrittore continuò faticosamente a scrivere il romanzo iniziato. Il 20 dicembre aveva terminato il primo episodio del sesto capitolo, ma il giorno seguente un secondo attacco cardiaco lo colse provocandone la morte a Hollywood, in casa dell’amica Sheila Graham.
Il funerale avvenne in modo semplice e la sua salma fu inumata in un piccolo cimitero di Rockville, nel Maryland; tra le poche persone a prendervi parte ci fu la scrittrice e amica Dorothy Parker.
In un testamento del 1939 aveva chiesto “il funerale meno caro, senza ostentazione e spese superflue”. La moglie Zelda sopravvisse al marito otto anni e nel 1948 morì in un incendio divampato nella clinica Highland ad Asheville nella Carolina del Nord dov’era internata da tempo con altre nove donne.

E’ BELLISSIMA
di Francis Scott Fitzgerald

Era bella, ma non come
quelle ragazze sulle riviste.
Era bella, con il suo modo di pensare.
Era bella, con le scintille nei suoi occhi quando parlava di qualcosa che amava.
Era bella, per la sua capacità
di far sorridere le persone intorno a lei, anche se era triste.
No, non era bella per qualcosa di così effimero come il suo aspetto.
Era bella, nel profondo della sua anima.

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