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Chicza, un piccolo chewing-gum che fa la sua parte per il clima e per la tutela della salute.

Cari politici “trasversali”, mettete in pratica questo principo : “chi inquina paga, chi non inquina va premiato”. Quando daremo concretezza a questo assioma?

Quanto bisogna aspettare ancora ? Si, della serie … quale mondo per il domani ?

Quante altre chiacchiere dobbiamo … ascoltare !!??

A proposito di prodotti bio e biodegradabili al 100%, di boschi e sentieri puliti, di decoro cittadino, di coste, fiumi, laghi e mari puliti, insomma, di … un mondo migliore coniugando con umiltà la green-economy e la blue-economy con prodotti che diventano essi stessi veicolo di approcci sostenibili, come ad esempio un piccolo quadratino di gomma da masticare.

Chicza, un piccolo chewing-gum che fa, umilmente e in maniera positiva, la sua parte per il clima e per la tutela della salute.

Chicza “viene dalla terra e ritorna alla terra”; quale altro chewing-gum è così sostenibile ?

Non dimentichiamoci mai, del resto, che il tema del “climate change” riguarda tutti, nessuno escluso. La biodegradabilità al 100% di Chicza dovrebbe essere premiata, l’aliquota iva non può essere la stessa dei chewing-gum “fatti con i derivati del petrolio”; le aziende virtuose e che lasciano tracce positive all’Ambiente vanno premiate con una fiscalità diversa che stimoli e che diventi un’esempio per tutte quelle imprese che ancora, nonostante tutto, credono nella Sostenibilità.

Una soluzione potrebbe essere: abbassare le tasse a questi eroi, a questi Don Chisciotte, che ci portano prodotti che fanno bene all’Ambiente. Le casse dello Stato ci guadagnerebbero.

Chicza è un chewing-gum “fuori dal coro”, anticonformista, molto apprezzato da Consumatrici e da Consumatori, da tutti coloro che prediligono prodotti salutistici e che fanno della Sostenibilità il loro stile di vita e ha la piccola ambizione di regalare positività e sorriso.

Il cliente/tipo di Chicza è quello che “legge le etichette”, quindi, più consapevole.

Una breve descrizione sulle ultime novità del nostro progetto all’insegna della Sostenibilità

Chicza, una storia vera unica al mondo, bella da vivere, da condividere e da raccontare, è la prima ed unica gomma da masticare al mondo certificata biologica, biodegradabile al 100%, certificata kosher, completamente naturale e certificata vegan, senza aspartame e anche senza scadenza, in poche parole è … unica.

In un mercato vasto e competitivo come quello dei chewing-gum, mantenere lo status di “Unica al mondo” dopo 14 anni di commercializzazione è un risultato straordinario e allo stesso tempo ineguagliabile. Un percorso ricco di lavoro, passione e sacrificio, possibile solo grazie a chi fino ad oggi ha sostenuto questo immenso progetto.

Di seguito un breve riepilogo delle ultime novità del chewing-gum Chicza che ha ricevuto ben 31 Premi fino ad adesso e per questi Premi ringraziamo i nostri clienti.

Il primo premio ricevuto in Italia, a Udine, dalla Regione Friuli-Venezia-Giulia. Chicza è l’unico chewing-gum al mondo “amico e alleato” dei Sindaci, degli Assessori all’Ambiente e di quelli al Bilancio.

In quest’ultimo biennio ci sono stati nuovi e interessanti sviluppi per Chicza, tra cui nel luglio 2020 la concessione del marchio V-Label per la categoria Vegan, approvato dalle maggiori Associazioni Veg europee.

Questa nuova certificazione ci ha permesso di vincere nel novembre scorso altri 2 premi in altrettante categorie nel contest Internazionale V-Label Awards 2021.

Con 42.856 voti da parte del pubblico web ed una scrupolosa valutazione di 26 esperti del panorama veg e di vari influencer ci aggiudichiamo:

• Best in confectionary and snack

• Special Influencers’ award

Un altro grandissimo risultato è stato il conseguimento della certificazione ISO 9001:2015 per i produttori “Rainforest Chicza”, emesso nel settembre 2020 da parte dell’ Organismo Accreditato IMNC, “Instituto Mexicano de Normalización y Certificación A.C.”, con più di 25 anni di esperienza nel contribuire al rafforzamento delle aziende in varie questioni di certificazione.

In questi ultimi mesi il Governo messicano ha rilasciato a Chicza un’importante riconoscimento : “Benefits of a Geographical Indication”

Ad oggi in totale sono ben otto gusti in due differenti linee da 30 gr. Il formato classico ( cannella + menta + menta verde + lime + caffè + frutti rossi ) e il formato senza zucchero nei gusti lime e menta. Oltre ad essere un chewing-gum, quindi un acquisto di impulso da poter mettere in avancassa, rientra anche in quelle referenze del classico “acquisto programmato”.

Grazie alle sue peculiarità può anche essere inserito nel reparto dedicato al bio/vegan/kosher, quindi assume in pieno i requisiti di un prodotto polivalente, codificato anche nel Sistema Farmaceutico.

Il progetto Chicza rientra a pieno titolo in quelle idee di sostenibilità le quali possono portare il sistema a un progresso e benessere ottimale.

Si parla sempre di più della possibilità di creare un modello economico virtuoso di tipo circolare, capace di contrastare in modo efficace le problematiche che sono al centro del dibattito circa il cambiamento climatico e il degrado ambientale.

Pertanto la soluzione di puntare e affidarsi su un modello di economia circolare appare come un modo di gestire produzione e consumo attento alla salvaguardia dell’Ambiente.

Le aziende virtuose che promuovono idee, progetti, stili di vita sostenibili rappresentano il futuro di tutti noi. Non dimentichiamoci mai che l’Ambiente è di tutti e abbiamo bisogno di prodotti ecosostenibili.

Chicza & La foresta pluviale maya

Qual è l’importanza e il significato sociale e ambientale della raccolta del chicle ?

Nella giungla Maya, la seconda più grande del continente americano dopo l’Amazzonia, il chicozapote è l’albero più abbondante e da esso si ricava la gomma.

L’albero di sapodilla (Manilkara zapota) è originario delle foreste pluviali atlantiche del Nicaragua e del Gran Petén, che comprende parte della penisola dello Yucatan, Belize e Guatemala ed è, dopo l’Amazzonia, la più vasta area di foreste pluviali sempreverdi del continente americano. L’albero di sapodilla è uno dei più comuni in queste foreste, e in alcune zone ce ne sono fino a 30 per ettaro.

La soluzione più diffusa che è stata messa in atto per fermare la distruzione delle foreste pluviali è stata l’istituzione di parchi naturali e riserve di conservazione. Le oltre 120 specie di alberi nelle foreste pluviali del Gran Petén sono solo una parte della cornucopia di materie prime che le foreste pluviali offrono. I discendenti nativi dei Maya conoscono questo potenziale e lo usano da molto tempo; oggi coloro che hanno nelle proprie mani il controllo e l’uso delle proprie risorse naturali sono i nuovi attori sociali nella ricerca di uno sviluppo sostenibile.

L’estrazione del chicle è un’attività economica molto importante per gli abitanti del Gran Petén ei chicleros sono diventati custodi protettivi dell’albero sapodilla e del suo ambiente ecologico. Consumando chicle naturale, si promuove un’attività estrattiva sostenibile che contribuisce a mantenere la foresta pluviale che ha visto fiorire la civiltà Maya. Il lavoro dei Chicleros contribuisce un po’ anche a tener un po’ più puliti i nostri lontani cieli italiani e Chicza contribuisce anche un po’ ai cambiamenti climatici.

Testo di Giulio Gino Di Giacomo

Giulio Gino Di Giacomo
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