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CHI E’ LA LUCE DEL MONDO?

Può sembrare banale iniziare con l’immagine di un’onda che si infrange sul bagnasciuga, riversando all’esterno tutta la potenza trattenuta per chilometri. Credo però che sia di significativo rimando a quella che è la nostra stessa vita, molto colma di aspettative e progetti durante il percorso e, proprio sul finale, o abbattuta o fiera o, paradossalmente, entrambe le cose nello stesso istante.

Alla domanda: chi ci dà la forza, l’energia …? Tanti sono, e di svariato genere, i tentativi di soluzione, ma nessuno avrà mai quella certa chiave passepartout in grado di annientare l’obnubilamento interiore. Quanti bambini passano sulla spiaggia, ognuno con i propri pensieri, le rabbie per una partita di pallone prospettata in modo diverso dall’esito, un capriccio della sorellina o le urla di una mamma apprensiva. Poi cammina sulla medesima sabbia una ragazza, già proiettata nell’avvenire, carico di punti interrogativi e sogni in un cassetto si spera non troppo polveroso. Appena dietro di lei, un uomo polemizza con la moglie, quando, abbassando lo sguardo e notando le orme sulla rena lasciate dai precedenti, si ferma ed insieme alla donna ripensa in silenzio e con le lacrime sull’orlo delle palpebre alle trascorse avventure, alle gioie, alle sconfitte e a quanto sia semplice dimenticare l’età che tutti vivono, ma così in fretta…
Infatti anche il bambino e la ragazza, lasciate le impronte, sono svaniti, ognuno per la propria strada. Più distante da tutti, una donna avanti negli anni, su una sedia a rotelle, osserva meravigliata la scena. E’ come se, in un attimo, l’intera sua esistenza si fosse dissolta a guisa di una duna in balia del vento, i cui granelli di sabbia, però, non si siano annullati, anzi, siano diventati carburante che permetta ad un fascio di luce di illuminare le diapositive scattate durante il suo essere.
Molte cose trovarono spiegazione e nessuna parola poté significare ciò che lei, soltanto lei, sentiva nel cuore. Le gambe non le permettevano di prendere la rincorsa, spiegare a chi ancora avrebbe potuto cambiare il proprio modo di “scorgere e indagare lo stato di cose” come trovare l’intimo arcano del vero. L’Invisibile ci sostiene. Qualcuno lo chiama Dio, altri Natura, altri ancora l’Io, ma è così importante far corrispondere ad ogni cosa (res) la propria parola (verbum)? Ciascuno vola con le ali che si costruisce con pazienza e tenacia, le quali cose iniziano a nidificare in noi fin da piccoli e si spera non esauriscano la carica.
L’anziana donna, seduta, ora ha finito di guardare retrospettivamente il film della sua Storia, ma lo sfondo nero con i sottotitoli qui non è previsto. Al suo posto, un’accecante luce, quella che trasmetterà agli altri perché ne possano usufruire nei momenti più tetri.
“Qui est lux mundi?”
Silvia Bolognini

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