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Che differenza fa?

Sono una di quelle persone che ha bisogno di silenzio, di solitudine, di introspezione. Ed è così che mi ritaglio queste giornate, tra una sveglia sempre ignorata, colazioni che si mescolano con i pranzi, con caffè troppo lunghi per una persona che ha dormito 12 ore. Oggi mi sento più forte, tace la mia ostilità.  Mostro la parte migliore  di un’anima bianca e sporca di te, di me, di tutto ciò che non mi uccide, mi ferisce. Così scorrono queste giornate, tra libri e quaderni che si accumulano sul letto, tra penne consumate e pagine colorate, tra voli pindarici guardando delle ormai vecchie fotografie. Sperare di incontrare tutto ciò che ancora mi ferisce
senza mai uccidere. Sperare di sentirmi ancora anormale, pur versando lacrime. Commuovermi stringendo una vita che ride che assomiglia un pò a me.  Così finiscono queste giornate, sì perché come tutte le altre finiscono, tra qualche parola sonnolenta, qualche scambio di vita, l’insonnia e l’incapacità ancora di dormire. Ed è in queste giornate che sembrano vuote ed addormentate che trovi quelle piccole consapevolezze, nascoste dentro delle isolate lacrime, dentro qualche coraggioso raggio di sole, dentro un angolo che guardi con più attenzione. Brillano queste piccole verità in tutto questo silenzio. Isole nel mare, isole isolate e per questo ancora più violentemente vere. Il male è fin troppo in queste lacrime che scivolano, ma il tempo le cambierà…
Scorrono paure, guerre e rivoluzioni. Si intrecciano con il coraggio. Anche il coraggio di lasciar andare. Che coraggio è quello che ti porta ad agire lontano dal cuore? Una canzone che nasce perché qualcosa in me vive. Ci si muove tra maschere, sorrisi e verità svelate che forse stavano meglio dietro al loro velo. Tra addii, arrivederci ed incertezze. Che poi, è buffo che qualcuno ancora pensi di afferrare qualche certezza, come è buffo (e un po’ l’ammiro) chi ha ancora fede. Che sia in un dio o nell’amore, che differenza fa? Sorvola campi di grano distanze corte ora cadono: incontra i sogni di un estraneo, nelle sue mani ritrova il suo mondo. Già, che differenza fa?
 “Da queste profonde ferite,
usciranno libere farfalle”
(Alda Merini)

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