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CARA ITALIA…

Egregio Signor Redattore, siamo un´associazione ( Socio culturale Italo-Tedesca) di Bremen – Germania- La nostra fondatrice e collaboratrice, la Dr. Anna Maria Ruotolo Perrone, ha vinto una targa per aver partecipato al concorso letterario “Cara Italia “, le farebbe piacere se Lei potesse pubblicare la sua lettera sul Suo giornalino.. Cara Italia, ti scrivo per raccontarti un episodio che mi é accaduto ieri. Ogni sera, mia moglie ed io, di solito andiamo a dormire molto presto. Ma la scorsa notte ci siamo trattenuti a vedere un programma molto interesante in TV. A noi piace molto guardare la televisione soprattutto quando assistiamo a quei programmi in cui intervengono i politici che gridono, si offendono e sembra che quasi quasi si accapiglino come delle donnette di quartiere. Essi promettono di fare cose buone per il paese, ma non é vero niente perché é tutto una sceneggiata. Comunque, dopo aver assistito a questa sceneggiata, siamo andati a letto. Ero stanco, così mi sono subito addormentato. Improvvisamente ho sentito che qualcuno diceva qualcosa e mi scuteva per farmi svegliare. Quando ho aperto gli occhi ho visto un capotreno che con gentilezza mi ha detto .” Signore! Signore! Si svegli! Siamo arrivati. Il treno si ferma qui. Mi dispiace, ma deve scendere. – “Ho dato un’ occhiata in giro e ho visto che lo scompartimento era completamente vuoto. Poi, ho notato che io non avevo nessun bagaglio. Prima di scendere dal treno ho chiesto al capostazione dove eravamo, lui ha detto: Siamo alla stazione centrale di Napoli. “ Mentre scendevo dal treno, il capostazione mi ha guardato come se io fossi stato un drogato. C’è voluto un bel po’ prima che io raggiungessi l’uscita, perché ero nell’ultimo vagone. Sia sulla piattaforma che vicino all’uscita c’era una folla indescrivibile. lo ho pensato: “qui a Napoli o lavorano tutti alle ferrovie, oppure, sono tutti disoccupati e, non avendo nulla da fare, vengono a vedere i treni in arrivo e in partenza.” Sono finalmente arrivato in Piazza Garibaldi. Ero un po’ stanco. Ho attraversato la piazza perché volevo sedermi ai piedi della statua di Garibaldi per aspettare Gennarino. Ho alzato gli occhi e ho visto che gli uccelli, con i loro escrementi, avevano sporcato tutto il mantello di Garibaldi. Mentre lo fissavo, Garibaldi é sceso dal suo piedistallo, mi ha guardato ed a voce alta ed un po’ incazzato, mi ha detto: “ Guagliò! Perché mi stai guardando? “ – Sinceramente mi sono spaventato quando ho visto il Generale che era vicino a me. Mi tremavano le gambe quando gli ho risposto. “Scusatemi Eccellenza! Non era mia intenzione disturbarvi. Guardavo i piccioni che vi hanno sporcato tutto il vestito.” “Ma tu chi sei? Come ti chiami? “ “lo sono un povero stron, mi chiamo Pasquale Esposito.” – “ Pasqua, perché sei qui e non sei al lavoro?” – “Eccellenza, io non lavoro più, Sono pensionato.” “ Ma quanti”han’?m arr ; “ A settembre faccio sessantadue anni.” “ Allora prendi una bella pensione?” “ Macché! lo prendo trecentosessanta euro al mese.” “ Perché prendi così poco? “ “Ora vi spiego. Quando stavo a Napoli lavoravo in vari cantieri. I miei padroni non mi pagavano né le marchette per la vecchiaia né la cassa malattia. In breve, come si dice adesso, facevo il lavoro in nero.” “Sei sposato? Hai figli? “ “Si. Sono sposato con Carmelina. Abbiamo avuto sei figli.” “Con una pensione cosi, come dai da mangiare a tutta la famiglia?” “Eccellenza. Noi napoletani ci sappiamo arrangiare. Poi, cé San Gennaro che ci aiuta. Cosi ogni giorno c’é sempre un piatto di pasta per tutti. Per6 le mie figlie si sono tutte sposate con bravi giovani. A casa é rimasto solamente Peppino. Non ha voluto fare il muratore. Mi é costato tanti soldi per farlo studiare. Adesso tiene una laurea ma non un posto di lavoro. “ Mentre mi ascoltava, si guardava intorno come se stesse cercando qualcuno o qualcosa. Poi, si gira verso di me e mi domanda:” Hai visto Vittorio Emanuele? “ “ No. Stamattina non ho visto nemmeno Gennarino. Sono appena sceso dal treno. lo ero sicuro di trovarlo qui in piazza invece… “non finisco di parlare perché lui mi interrompe. “Ma sei stupido o cosa? “ “Eccellenza, non mi dovete offendere. Mia moglie mi dice che sono una persona molto intelligente. So leggere e scrivere perché ho fatto due volte la seconda elementare. Carmelina non é mai andata a scuola é, come si dice? É: …alfabeta. “ Lui apre la bocca per rispondermi, ma io continuo a parlare. “Aaah! Adesso ho capito! Forse voi dite quel Vittorio Emanuele che si vede sempre in televisione con la moglie che sembra una statua di cera? E il figlio, quel bravo ragazzo, che per guadagnar qualcosa, lavora alla televisione? É quello che dite voi?” “Oh! Mio Dio! Va bé. Lasciamo stare!,,- ho notato che si é molto arrabbiato. Camminava sul marciapiede avanti e indietro. Inprovvisamente si é fermato e mi ha guardato. “Ma come? Dopo centocinquant’anni, qui al Sud a me sembra che voi non siate molto cambiati. Ma almeno, andate d’accordo con i vostri fratelli del Nord? “Noi cambiati? E chi ci doveva cambiare? E chi sono i nostri fratelli del nord?” Mentre parlavo lui taceva e si massaggiava la lunga barba. Allora, ho continuato a parlare. “Eccellenza! Dopo la nascita della quarta figlia, io Carmelina e le bambine andammo a Torino. Gennarino già stava li. Anzi, fu proprio lui che mi assicurò di farmi avere un posto alla Fiat. Sapete come mi hanno aiutato, come dite voi, i miei fratelli del nord? No! Voi non lo sapete! Mi chiamavano terrone e non volevano fittarmi nemmeno un buco per far dormine a me e a tutta la famiglia. Alla Fiat non mi presero. Allora per dare da mangiare la famiglia e pagare la stanza dove dormivamo tutti e sei, incominciai a fare dei lavoretti in nero. Cosi un giorno Gennarino mi consigliò di portare la famiglia a Napoli da mia madre e noi saremmo andati a lavorare in Germania. Carmelina tomò a Napoli ed io partii per la Germania. Pur se i tedeschi non erano, come voi dite, “i miei fratelli”, mi rispettarono e mi dettero lavoro e casa. E non mi chiamavano terrone, ma italiano. Così dopo un paio d’anni, venne in Germania tutta la mia famiglia.” “Allora é stato tutto inutile quello che ho fatto con i Mille? “ “Scusatemi, Eccellenza. Ma io non ho mai conosciuto i signori Mille” “ Va bé Pasqua. É troppo complicato raccontarti tutta la storia. Adesso vieni con me e ti faccio conoscere la bella Italia.” “Eccellenza. Mi dispiace ma non posso venire con voi. Prima perché Carmelina é gelosa, poi perché devo andare da mamma a prendere dei soldi. Oggi Carmelina deve andare dal dottore per farsi una visita alla pancia.” “ Ma come? Tu hai la minima pensione e devi pagare anche il medico? Ma tu non vivi in Germania?” “ Si. Ma ogni anno veniamo, per due o tre mesi, a stare con mamma e con Peppino che é cresciuto con mamma. Lui ha voluto studiare qui. Oggi Carmelina si é sentita male. Non possiamo ritornare in Germania. Da noi in Germania abbiamo tutto gratis. “ Ma anche qui é tutto gratis” “ E si. Come si vede che voi non siete molto pratico. Se Carmelina vuole andare alla cassa malattia, per farsi una visita deve aspettare mesi. Invece, se si paga, allora la visita viene fatta subito. Così fa sempre mamma” “ lo credevo che quando c’erano i Borboni il popolo non stava bene. Adesso che avete la democrazia dovreste stare molto meglio. Voi siete liberi di votare le persone che stanno nel parlamento. Loro, certamente, vi aiutano perché capiscono i vostri problemi. Poi, il presidente del Governo, é una persona che ama molto il popolo. Ho saputo che é anche molto ricco. Come si chiama? “ “ La persona che voi dite ricco, si chiama Silvio BerIusconi. Poi, quelli che stanno nel parlamento nessuno li ha votati, sono li perché li hanno messi i partiti, perciò non fanno niente per nessuno, ma solo per loro stessi. Poi, non parliamo quanti soldi prendono. Caro Eccellenza, io non capisco niente di politica pero il professor Migliaccio, l’amico di Peppino é pratico. Lui dice che i politici sono amici degli amici. Sono tutti dei bravi attori. Ognuno dice che il suo partito é onesto e migliore. Ma sia quello di destra che del centro che di sinistra, quando vanno a casa, parlano con le mogli, amanti ed amici, ridono come matti perché hanno preso per i fondelli tutti noi. Oh! Mio caro Generale. Sono tutti bravi e buoni quando devono avere la poltrona. Prima delle elezioni ti mandano perfino delle lettere affettuose a casa, dopo non ti conoscono più. Tutti vogliono solamente la poltrona dorata. Purtroppo, quando si sono seduti non vogliono più alzarsi. Fanno una bella vita. Prendono un favoloso stipendio da parlamentare e, qualche soldino extra. Hanno la macchina con l’autista che li accompagna dove vogliono, non solo a loro, ma anche a tutti i parenti ed amici. Non pagano nemmeno la benzina. Abitano in delle favolose case. Hanno una o più ville per trascorrere le vacanze. E, anche lo yacht che li aspetta in qualche porto. I figli, anche se non terminano gli studi, hanno un posto assicurato. Come il figlio del Ministrç Bossi, non ha studiato come Peppino, il padre lo ha sistemato e riceve più di dodici mila euro al mese. L’ho letto sui Corriere d’Italia. Il ragazzino é pure scapolo. lo che ho una famiglia, ci vogliono tre anni per arrivare a diecimila euro. Vi sembra giusto? L’altro giorno ho visto in televisione che circa otto milioni di italiani, in casa non ha l’acqua tutti i giorni. Generale, non vi dimenticate che siamo nel20ll. lo penso che da quando c’eravate voi fino ad oggi, non abbiamo fatto molti passi, specialmente al Sud. Mia madre ha ragione quando dice: .Ah figlio mio! stavamo meglio quando stavamo peggio.” -fine prima parte

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