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Brescello (Pc)

STORIA
Brescello (Barsèl nel dialetto locale, Bersèl in dialetto reggiano[3]) è un comune italiano di 5.652 abitanti della provincia di Reggio Emilia, in Emilia-Romagna. È famoso per i film di don Camillo girati appunto a Brescello (ovviamente riferiti ai racconti di Giovannino Guareschi). Brescello si trova nella pianura Padana, sulla riva destra del Po, a 27 km a nord-ovest di Reggio nell’Emilia. Confina a nord con il comune mantovano di Viadana, ad est con Boretto e con Poviglio, a sud con Gattatico e ad ovest con i comuni parmensi di Sorbolo e Mezzani.
Il nucleo urbano è situato alla destra del torrente Enza che qui sfocia nel Po. Il territorio comunale, oltre che dal capoluogo, è formato dalle frazioni di Coenzo a Mane, Ghiarole, Lentigione, Sorbolo a Mane per un totale di 24 chilometri quadrati.
Il territorio di Brescello fa parte dell’area geografica denominata Bassa padana.
Fondata dai Galli Cenomani attorno al VII secolo a.C., Brescello fu, cinque secoli dopo, raggiunta dai Romani che la ribattezzarono Brixellum. Divenuta uno dei più importanti centri della pianura Padana, data la sua importante posizione strategica lungo il corso del Po, fu teatro, nel 69, del suicidio dell’imperatore Marco Salvio Otone. Decaduta sul finire del IV secolo, tanto da essere definita da Sant’Ambrogio cadavere di città, ciò nonostante Brescello venne proclamata sede vescovile nel 389; il primo vescovo fu San Genesio, il patrono del paese. Su volontà del duca Alfonso II d’Este, nel 1555 Brescello venne fortificata con una munitissima cinta pentagona. L’importanza della piazzaforte era dovuta al fatto che essa era posta esattamente al confine tra alcuni dei più importanti stati del nord Italia, ossia il Ducato di Ferrara, il Ducato di Parma e Piacenza e il Ducato di Mantova. Nel 1702 venne saccheggiata dalle truppe franco-spagnole nel corso della guerra di successione spagnola. L’anno successivo le possenti fortificazioni vennero smantellate. Nel 1847, con la firma del trattato di Firenze alcune frazioni del Ducato di Parma e Piacenza, poste sulla sponda destra dell’Enza, come Coenzo a Mane, San Giorgio e Sorbolo a Mane, passarono al Ducato di Modena e Reggio, di cui Brescello faceva parte.
Età contemporanea
Nel 1951 Brescello subì la pesante alluvione del Po che, in seguito, distrusse il Polesine.
Architetture religiose
La celebre Chiesa di Santa Maria Nascente, ricostruita tra il 1829 e il 1837 al posto dell’antica chiesa medioevale, già sede della diocesi di Brescello.  L’Ex monastero di San Benedetto fu costruito nel XV sec. per le monache di clausura dell’ordine di San Benedetto che rimasero lì sino all’avvento della Repubblica Cisalpina. Oggi, completamente ristrutturato, è adibito a Centro Culturale, ospita il “Museo di Peppone e don Camillo”, la Ludoteca, la Biblioteca, le Sale civiche “Prampolini e Zatti”, la Sala del Consiglio Comunale, la donazione del liutaio “Raffaele Vaccari”, il Centro Auser e la Polizia Municipale.
Cucina
Specialità di Brescello è la spongata, un dolce natalizio che si presenta come una torta non lievitata ripiena di confettura di pere, mele, pinoli, mandorle e frutta candita.
Cinema
Brescello è anche il paese dove vennero girati i film di Don Camillo. Oltre al museo dedicato ai protagonisti, si possono ammirare anche vari luoghi e oggetti che erano presenti nei film: ad esempio la chiesa o la piazza adiacente ad essa, in cui sono state collocate due statue in bronzo, ognuna nella metà della piazza che gli si addice, ritraenti Don Camillo e Giuseppe Bottazzi (Peppone) nell’atto di salutarsi vicendevolmente. A Brescello si girarono cinque film della serie:
Don Camillo (1952)
Il ritorno di don Camillo (1953)
Don Camillo e l’onorevole Peppone (1955)
Don Camillo monsignore… ma non troppo (1961)
Il compagno don Camillo (1965)
Il sesto film, che si sarebbe dovuto intitolare Don Camillo e i giovani d’oggi del 1970, non venne terminato a causa della malattia di Fernandel, che morì il 26 febbraio 1971 di tumore. Il film è stato poi realizzato nel 1972, con Gastone Moschin nella parte di Don Camillo e Lionel Stander in quella di Peppone a San Secondo Parmense (PR).

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