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ARTRITE REUMATOIDE

In questo numero la dottoressa Francesca Bonfiglio, ha voluto affrontare un tema che riguarda l’artrite reumatoide.

Prima di addentrarci sull’argomento in questione, ci ricordi in breve di cosa ti occupi e il tuo approccio?
Sono neuropsicologa e consulente in alimentazione, utilizzo le mie conoscenze sul cervello, sulla mente e sul corpo per curare svariati disturbi.
L’ approccio è ampio e completo perché tiene conto di tutte le componenti dell’essere umano e lavora su ognuna di esse: Corpo, Mente, Emozioni, Spirito. La differenza sostanziale con un approccio medico classico è che mentre generalmente la medicina interviene solo sul corpo e sui suoi sintomi, in questo caso si lavora sulle cause a monte, quelle che portano a sviluppare nel tempo certi disturbi e malattie. La volontà del paziente di mettersi in gioco e di impegnarsi è parte integrante del processo di guarigione.
Oggi ci parli dell’artrite reumatoide. Di che malattia si tratta?
In medicina si riferisce in modo generico a tutte quelle condizioni che provocano l’infiammazione delle articolazioni. L’artrite reumatoide nello specifico colpisce le membrane sinoviali che circondano il liquido lubrificante delle articolazioni. Da ciò scaturisce infiammazione e poi dolore: la sinovia si ispessisce e l’area diventa più sensibile e gonfia. Col tempo la malattia altera l’intera struttura articolare con le superfici articolari e la cartilagine che si danneggiano e i legamenti che si indeboliscono.

Nell’articolo precedente ci hai spiegato quanto la mente influisca sullo sviluppo delle patologie, cosa ci puoi dire nel caso di questa malattia?
Nel caso dell’artrite è molto forte la componente mentale ed emotiva. In genere riguarda persone molto severe con sé stesse che non si concedono tregua e non fanno mai ciò che piace a loro o non esprimono le proprie esigenze. Possono covare un senso di impotenza che sfocia in profonda collera che però non riescono a sfogare. Esternamente la persona artritica può apparire dolce, prova però rabbia che scarica contro sé stessa. La costante nelle malattie del sistema scheletrico come questa è un senso di svalutazione. Lo scheletro è ciò che sostiene tutto il corpo, che si fa carico dei ‘pesi’. Quando ci carichiamo di troppe cose da fare, dei fardelli nostri e altrui, quando la fatica a sostenere il tutto diventa eccessiva, le articolazioni pagano.

Quindi quale soluzione intraprendere?
Una soluzione che vada ad agire su più fronti: Corpo, Mente, Emozioni, Spirito. Cioè quello di cui siamo fatti. Non solo sullo spegnimento del sintomo come avviene coi farmaci. Si lavora insieme al paziente sul corpo per sfiammarlo, sulla mente per modificarne schemi, convinzioni, traumi e sulla gestione delle emozioni che inducono l’individuo ad ammalarsi.

Da cosa parti?
Come primo approccio si va a sfiammare le articolazioni attraverso una dieta che depura l’organismo dalle tossine, causa principe di infiammazione.
Il presupposto di partenza è che il corpo è autoguarente, cioè tende alla salute e si ripristina da solo. Ma è necessario favorirne la buona funzionalità per aiutarlo in questo compito e l’alimentazione è fondamentale.

Poi?
Parallelamente lavoro insieme al paziente sulle problematiche emotive e sugli schemi mentali che hanno portato nel tempo a sviluppare la malattia per risolverle. La presa di coscienza di cosa sta a monte del disturbo è fondamentale.
E’ l’inizio del percorso di guarigione.

Prima hai accennato alla rabbia tra le cause a monte, è effettivamente un’emozione difficile da gestire, cosa ci puoi dire in merito?
La rabbia è un’emozione associata alla persona artritica, che però spesso non la esterna. Essa in natura ha una sua funzione ma gestita male o prolungata nel tempo può divenire altamente tossica. In un percorso di guarigione, inizialmente aiuto la persona a far uscire la rabbia ma in maniera utile. Vi faccio un esempio. Tempo fa seguii una ragazza che aveva questo problema. Abbiamo sfruttato un suo talento per trasformare la rabbia. Costei era bravissima a disegnare e decidemmo insieme che quando le succedeva di provare collera l’avrebbe convogliata nella produzione di un disegno.
Parallelamente lavoro insieme al paziente sulla gestione delle cause esterne (persone, situazioni) e modificazione di quelle interne ( convinzioni, rigidità, paure…).

Tutto chiaro. Ti faccio un’ultima domanda, hai accennato anche allo Spirito…
Faccio una breve digressione. All’inizio dei miei studi mi ero convinta che tutto fosse spiegabile solo tramite ciò che si può vedere, misurare, insomma ciò che è tangibile, tant’è che all’università ho scelto un ramo che indagava il cervello nelle sue complesse parti e nei suoi processi biochimici.
Col tempo mi sono accorta sempre più quanto questo approccio fosse riduttivo nello spiegare come siamo fatti, dei disturbi e delle malattie.
Recentemente sono finalmente giunta alla felice conclusione che ciò che si vede può essere spiegato solo da ciò che non si vede. Lo Spirito è una componente fondamentale di noi uomini. Ed è la parte più trascurata, a volte addirittura ignorata.
Noi non lo ascoltiamo, cioè non ci ascoltiamo.
Imparando a farlo e ad agire di conseguenza possiamo vivere la vita con gioia e vedere la realtà per quella che è, meravigliosa.
Quindi in un percorso di guarigione per chi vuole e se la sente vi è anche una parte in cui insegno ad ascoltare lo Spirito che sta in noi e assecondarlo, seguire la nostra vera essenza, per una vita decisamente migliore.

Dott.ssa Francesca Bonfiglio

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