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ALFA GT, LE DUE PORTE CHE VISSE IN DUE EPOCHE

La vettura di cui vi voglio raccontare oggi, è un’ icona degli anni 70, che ha traghettato l’Alfa fra i 70 e gli 80 divenendo un simbolo delle coupe di Arese, entrando di diritto nel novero delle auto più amate della casa milanese.
Vide la luce nel 1974 e fu prodotta in due serie fino al pensionamento avvenuto nel 1987.
Un due porte dalla linea filante e slanciata, disegno di Giugiaro, calandra nera, quattro fari e una chicca assoluta che identifica e differenzia la prima serie dalla seconda già a colpo d’occhio. Sulla lato sinistro, vicino al baule, una forma triangolare colpisce e rapisce l’occhio con la scritta “GTV “ acronimo di granturismo veloce, incornicia la fiancata e la rende unica.
Il motore è il consueto bialbero quattro cilindri in linea e sulla prima serie sarà declinato in quattro diverse cilindrate per la produzione in serie: 1.6,1.8,2.0 e la regina Turbo Delta, che montava un due litri turbo compresso.
Visse due epoche appunto con la prima serie, attraversò gli anni di piombo, da regina delle strade, con la seconda serie dal 1980 al 1987, visse l’epoca della Milano da bere e del Craxismo. Sia la prima che la seconda serie montavano il ponte DeDion, finezza assoluta, usata anche su auto di categoria superiore e super sportive dell’epoca. L’interno della prima serie aveva il conta giri come unico strumento di fronte al pilota, devo aggiungere altro? La seconda serie con motorizzazione da 2.5 litri e motore Busso V6 è considerata già da tempo una leggenda su quattro ruote, una delle migliori Alfa degli ultimi anni. Unica nella storia della gamma ad avere il cofano con la “gobba“, per poter ospitare il poderoso V6 da 2.5 litri. In famiglia ne abbiamo avuta una tanti anni fa, confermo che era davvero speciale e quel sound non lo dimentichi facilmente se lo senti. La prima e la seconda serie differiscono in pochi particolari, i fari posteriori, la calandra e gli interni. Pochi dettagli ma bastano a renderle chiaramente differenti anche ad un occhio non troppo esperto. Unico neo di questa meravigliosa auto il cambio, buono ma non all’altezza di quello delle Giulia e delle Gt, meno secco negli innesti e più “blando”. Per il resto ad Arese erano riusciti a mantenere la solita grande sportività così come da tradizione.
Oggi è un’auto ricercata e dallo stile unico, le quotazioni non sono ancora folli, si può ancora prenderne una senza esborsi monstre. In ogni caso, se potete una V6 oppure una 2.0 L prima serie, quella con i due listelli sul frontale. Se avete ancora voglia di guidare e non di farvi portare in giro, credo che sia l’auto giusta da mettere in garage e usare poco, per godersela ancora di più.


Antonio Gelmini
Per curiosità o valutazione su vetture
di interesse storico inviare una mail a:
meccanicagelmini@gmail.com

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