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WHO WANTS TO LIVE FOREVER

Mio zio ha l’Alzeheimer. L’ultima volta in cui l’ho incontrato, mi ha scambiata per sua figlia e poi per mia madre. Penso che si sia sforzato non poco di catalogarmi comunque come una di famiglia, aiutato dal fatto che fossimo tutti ad un matrimonio e che quindi parenti dovessimo essere per forza di cose. E’ assolutamente imbarazzante. Da una parte avrei voluto guardarlo fitto fitto e chiedergli che cosa mai stesse dicendo, dall’altra c’era la “pietà” di assecondarlo. La mia parte buona ha preso il sopravvento e quando mi ha chiesto quando l’avrei fatto diventare nonno gli ho risposto che presto avrebbe avuto un nipotino con il quale giocare. Fortunatamente quel giorno non si è perso ma ormai gli succede sempre più spesso. Esce consapevolmente di casa e tempo zero non sa più dov’è e chi è e l’hanno già ritrovato ovunque e in diverse occasioni, lontanissimo dal punto di partenza.Tutto ciò perchè mi spaventa l’ipotesi di potermi ridurre allo stesso modo. Non avere più pensieri concatenati, non avere consapevolezza di chi e di cosa mi sta intorno. E’ una deficienza che non mi renderei conto neppure di dover tollerare. Una perdita totale di controllo, un distacco netto tra mente e corpo. Una vita non-vita. Una delle tante quando si diventa vecchi e non si è sani. E mi chiedo, allora, se non sarebbe meglio morire un po’ più giovani ma ancora arzilli.

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