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VOGLIO ESSERE SOBRIO

Il primo dei dodici Passi del Programma di Alcolisti Anonimi recita che “abbiamo ammesso la nostra impotenza di fronte all’alcol e che le nostre vite erano diventate incontrollabili” ma frequentando le riunioni e dandomi da fare per quel che riesco a capire, il potere ce l’ho. Ho e abbiamo il potere, la potenza, la forza di stare lontano da quel fatidico primo bicchiere. Solo un bicchiere, solo uno alla volta, solo uno dopo l’altro. E non è più “devo non bere”, diventa “voglio essere sobrio”, perché essere sobrio, significa essere libero, lucido, sereno e potente. Non potente verso l’alcol, certo, ma di fronte alla capacità di affrontare con dignità ciò che la vita mi mette davanti, quello sì. Mi è venuto in mente il racconto di un’amica che ha visto un tizio con una maglietta con su scritto: “l’alcol è nemico dell’uomo. Chi fugge di fronte al nemico è un vigliacco”. Ora secondo me un A.A. non è vigliacco perché è circondato da ogni parte dall’alcol che ci tiene sotto tiro come cecchino. Esso è ovunque: nella pubblicità che ci dice che “fresca è meglio”, in TV, in un film o nella soap opera in cui il protagonista ha sempre un bicchiere di liquore in mano, o il cosiddetto uomo di scienza che spiega che l’alcol ha delle virtù terapeutiche (e i danni collaterali?). Il Programma di A.A. ci porta alla sconfitta, alla capitolazione, all’ accettazione della nostra malattia, alla resa sì davanti al primo bicchiere a cui diciamo ogni 24 ore: per oggi NO!
Con affetto a tutti da Giorgio sereno Alcolista Anonimo.

 

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