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Voce che non muore

L’ istinto primordiale mi porta a difendere, accudire, proteggere l’indifeso, in particolar modo gli animali, che non hanno voce e si fa vivo, audace, irruente in certi tratti, quando mancanze, negligenze, portano a fare del dissenso fonte di incomprensione. Leggo mille parole a profusione, richiami a bracciate pur tuttavia nulla di decisivo sino ad incarnare  confusione e chiusura. Associazioni condotte da buona volonà, innumerevoli fogge e colori di volontari, alcuni attenti, altri vestiti solo di belle parole e non di fatti concreti.
Un milione di richiami, traccia visibile ai quali nessuno ha saputo  dare nome, posto, luogo.
Cani legati a catena, abbandonati a se stessi, animali stipati in piccole celle sporche, volatili chiusi in gabbie che non possono esprimere la loro vera natura.  Dov’è la libertà?  Chi ci dà il diritto di prevalere sull’animale? 
Il confronto fra istituzione e cittadino è doverosa, lecita, sfusa in conflitti dettati da alter ego e da comportamenti suggeriti da ardire malsano.
Il ”primo cittadino“ in primis ha il compito di vigilare e controllare che le leggi vengano rispettate da TUTTI. Se permettete, io nutro sempre più dubbi su questo, alla luce di tutti i fatti che sono venuti a galla. A chi ha voluto rispondermi ad un appello fatto in buona fede con arroganza ( è sterile polemica ogni volta che vede un cane vagare)  educazione rispondere ma non dopo tanto tempo  e con modi autoritari. Sia chiaro che fare del confronto un atto di costruzione è di buon auspicio per tutti. Si fa opposizione il mio senso smisurato di premura, voglia di mettersi in gioco, di non lasciare che nulla rimanga incompiuto. Innanzi mi metto a testa alta affermando a piena voce, che la mia voce non muore, non demorde, forte  continuerà a batter chiodo. Un appello di certo che vorrebbe trovare voce, parola, casa nel cuore di chi in ascolto si mette affinchè il vero amico, colui che non tradisce, sia salvaguardato, accudito e protetto con generosa dedizione. Lecito chiedere, osare mettersi in gioco. Ascolto che si fa condivisione, condivisa e non conflitto, in pace e senza rancori
LA MIA VOCE NON MUORE.
Mirca Torreggiani

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