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VALERIA

La morte colpisce
petto ed animo
come buffo gelido.
Solerte, audace,
vogliosa
ingoia vite in boccio.
Quando quella
che fra le dita serra
è la vita di una giovine madre
che tanto ha lottato
contro un male oscuro
rabbia si fa cieca
tremore fondo.
Fede incerta
trova modo di essere
incespica
scivola silente
come acqua fra le mani
salsa riaffiora
tra polpastrelli tesi.
Valeria era bella
giovane
mille i sogni
che la vestivano
fra le braccia stringeva
il figlioletto.
Valeria
la vita ho dovuto salutare
senza prima ne dopo
con un mare di cose
da dire e da fare
di gioie da assaporare
di cammini da solcare.
Dolore graffiante lacera
graffia,
a capo chino,
immoto
osa interrogare la vita.
Milena, la mamma di Vittoria e di Celeste

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