Il suo percorso personale lo ha portato a intrecciare esperienze diverse, restituendo un punto di vista originale sulla società del nostro tempo.
La sua scrittura si distingue per uno stile tagliente, ma al contempo elegante, capace di evocare immagini potenti e suggestioni profonde.
Originario di Bari, negli ultimi anni Ragnini ha vissuto in diverse città europee, e risiede tutt’oggi all’estero. Ha assorbito a lungo atmosfere, culture e prospettive differenti, senza mai slacciare i rapporti con l’Italia e la Puglia.
Ogni luogo in cui ha abitato ha lasciato tracce evidenti nel suo approccio alla realtà, arricchendo la sua visione del mondo. Questo nomadismo intellettuale si riflette anche nella sua scrittura, dove i confini si fanno labili, i luoghi si mescolano, e le storie assumono i tratti multiformi della gente che ha incontrato.
La sua produzione oscilla tra la poesia e la narrativa breve, due strumenti con cui esplora le velocissime dinamiche sociali del nostro tempo: non si limita infatti a raccontare, ma analizza, scava e pone interrogativi.
Le poesie raccolte nella sua silloge “Mille e mille parole taciute” richiamano l’intensità visionaria di Pessoa e la profondità lirica di Whitman, due dei suoi principali punti riferimento.
Nella prosa dei suoi racconti in “La porta dell’ignoto” riecheggiano invece le atmosfere oscure di Allan-Poe, la raffinatezza di d’Annunzio e il romanticismo di Goethe, suoi modelli già dai tempi dell’adolescenza.
Un autore che promette sorprese



