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UN PO’ DI STORIA DEI GUANTI

Nel periodo da poco trascorso in cui a causa dell’emergenza covid ci hanno imposto di indossare guanti usa e getta in molte situazioni, salvo poi dirci che fanno male alla pelle (sic) e che è più sicuro lavare ed igienizzare spesso le mani con prodotti specifici. Rimangono obbligatori ovviamente in luoghi e per necessità sanitarie particolari.
È comunque curioso scoprire un po’ di storia dei guanti. Dal IV sec. d.C il guanto perse la sua funzione di oggetto per riparare le mani dal freddo, per assumere il simbolo di eleganza e potenza.
I nobili medievali li portavano di velluto e tempestati di gemme, mentre i cavalieri li usavano in maglia d’acciaio per proteggere le mani sollevando pesantissime spade durante le battaglie. In quel periodo il guanto era un indumento solo maschile, addirittura proibito alle donne con uno specifico decreto. Imperatori e Re, durante la cerimonia di investitura dei feudatari, donavano un paio di guanti.
Fu solo nel IX sec che le donne riuscirono ad usarli, come accessori lussuosi e decorativi, di pelle e tessuti pregiati, ricami, bottoni in perle e pietre preziose. Nel sec. XIII spopolarono i guanti veneziani, confezionati con stoffe rarissime e perle provenienti dai mercati d’Oriente con cui la Serenissima aveva rapporti commerciali. In quel periodo il guanto divenne anche un simbolico strumento di sfida a duello, lanciato o sbattuto con sprezzo sul volto dell’avversario e anche di solenne richiesta di vendetta contro una condanna ingiusta.
Col passare del tempo, i guanti riacquistarono il loro primitivo utilizzo, cioè proteggere le mani. Diventarono più sobri: di lana, di pelle foderati di pelliccia per l’inverno; di nappa sottile o sfizioso filet per l’estate.
Fino alla metà del Novecento erano considerati un accessorio indispensabile per proteggere le mani da germi presenti in luoghi pubblici e per distinguersi.
Furono soprattutto gli artigiani francesi ed italiani a gestire il mercato dei guanti, facendo a gara a chi riuscisse a fabbricarne di più originali, come per esempio ricamando sui dorsi gli stemmi di famiglia.
Molto meno eleganti, ma molto utili, i guanti per eseguire lavori di casa , per es. lavare piatti o biancheria, così come i guanti in materiali più robusti per lavori di giardinaggio o lavori pericolosi. Qualche modo di dire: “Trattare con i guanti”- con estrema gentilezza e riguardo. “ Calzare come un guanto- di capo d’abbigliamento, che veste benissimo; di un soprannome, molto appropriato alla persona a cui è stato affibbiato…e a Montichiari soprattutto anni fa ce n’erano tantissimi, simpatici, ironici,azzeccati, ma molti anche cattivi.

Olfi Ornella

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