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LETTERA AD UN AMICO SPECIALE

23/09/2012

Nella vita ogni giorno incontriamo persone, alcune che ci sfiorano e che se ne vanno, altre che con il tempo diventano amiche, altre ancora che diventano colleghi di lavoro o compagni di viaggio… Poi durante il percorso molte di esse si perdono poichè alla fine, ognuno ha la sua vita ed è giusto che la gestisca come vuole… Nel campo lavorativo le persone che se ne vanno si sostituiscono con altre ma quando si tratta di un vero amico, tutto diventa molto più difficile! Per quanto mi riguarda la situazione è alquanto originale o come meglio credete, più unica che rara… L’amico che ha deciso il 12 luglio di partire per il Brasile, non è altro che il mio commercialista. Sì, perchè lui è stato per me un padre, uno zio, un fratello maggiore, perchè ha saputo conciliare al suo lavoro il fattore umano, cosa che per molti del suo settore passa in secondo piano se non addirittura nemmeno considerato. Spesso si è dei semplici numeri ai quali applicare gli studi di settore, i versamenti Iva e inviare gli f.24, con lui invece, oltre naturalmente a esercitare al meglio il suo lavoro, ha saputo essere per me un punto di riferimento, un appiglio nei momenti di difficoltà dove ogni volta trovavo un consiglio, una pacca sulle spalle, a volte anche una strigliata quando serviva e spesso e volentieri una soluzione pratica senza finte promesse o quant’altro. Impossibile dimenticare le ore e ore di fronte ad un caffè o le telefonate, a volte, anche solo per far due parole tra amici. So che non sono stato un cliente facile, soprattutto all’inizio dove avendo la mentalità di operaio dipendente, non riuscivo in alcun modo a fare il “salto” da piccolo imprenditore. Anche se ora te ne andrai meritatamente in Brasile e di conseguenza non sarai più il mio commercialista, so che non mi mancherà mai il tuo supporto grazie anche alle tecnologie a nostra disposizione con le quali potremo comunque comunicare. Certo, non sarà la stessa cosa ma come si suol dire, meglio di niente. Sì è vero, mi dispiace.. e i miei occhi lucidi ne sono la conferma. Sono quelle amicizie che rimangano inalterate per sempre poichè ti lasciano dentro quel filo invisibile che in qualche modo ti lega per tutta la vita. Come un vero amico sono anche felice per te, perchè è da un po’ che sogni di andare a vivere in Brasile e quindi come posso non condividere la tua gioia. E’ curioso dedicare un’editoriale al proprio commercialista, molti lo detestano, altri lo cambiano disperati, molti preferiscono non parlarne nemmeno. Io invece ti ringrazio di cuore, soprattutto come uomo, come amico e devo molto a te se ora New Entry è il giornale che ho sempre sognato! Ciao Giovanni… e grazie infinite!

Gianluca Boffetti

L’AMICO SPECIALE RISPONDE…

Caro Editore, un discorso merita il tuo editoriale dedicato alla mia persona pubblicato sul giornale New Entry.

Già, volutamente, una copia della pubblicazione me la sono messa in valigia e non ho voluto leggere quanto da te scritto fino al mio arrivo in Brasile. Perchè volutamente? Perchè pensavo, come è stato, che sarebbe stata una affermazione di commiato tra noi come ne ho ricevute altre da più parti (non pubblicate) ma tramite mail, sms, telefono……Tutte, ricevute, lette con immenso piacere ma che mi facevano riflettere sui tanti anni di lavoro dedicati agli “altri” nel tempo divenuti da “Clienti” (anche se questo vocabolo non è stato mai nel mio dizionario personale), Amici.

Che riflessione? la domanda che mi stavo rivolgendo era semplice: lasciare o andare avanti? Forse il tuo editoriale sarebbe stata la fatidica “goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso” in senso inverso; avrei forse potuto decidere di restare a seguire le avventure e disavventure degli Amici-Clienti, tu compreso e forse avrei ceduto alla emotività del momento…..ed allora ho preferito chiudere gli occhi e non pensare alla ennesima affettività. Egoismo? Può darsi; ma voglio pensare più ai miei ormai 66 anni di vita di cui 50 dedicata al lavoro effettuato sempre con lo stesso impegno e offerto, con l’avvento degli anni e delle esperienze che si accumulavano, a quanti mi si rivolgevano per “districare” i loro problemi. Ho cercato e, non te lo nascondo, spesso, con sacrificio, sia morale, fisico e, a volte, materiale, di risolvere al meglio ogni situazione, ogni dubbio con la massima cura affinchè, ormai, “l’Amico” (non Cliente) ne potesse trarre il massimo beneficio. Questo ha determinato negli anni, quindi alla mia decisione, due risultati: il primo che il “peso” di alcune responsabilità erano divenute troppo onerose per la mia età; il secondo, conseguenza della prima, dovuto alla necessità di “staccare la spina” per non essere travolto dalle prevedibili evoluzione legislative e, quindi rimettersi in gioco, giustamente, al passo con i cambiamenti. Ad un certo punto della nostra vita, bisogna essere consapevoli che bisogna abbandonare “il campo” e passare la mano ad altri nella speranza che proseguano il lavoro a loro lasciato nei modi in cui lo si aveva condotto. So che non potrà essere così perchè ognuno di noi ha una sua forma mentis diversa oltre al carattere e all’esperienza che non sempre viene messa a disposizione altrui. Sì, ho letto il tuo articolo, qui, con calma ho riflettuto, riconosco anche una punta di egoismo soprattutto per alcuni di Voi, per te in particolare che, come dici, da “operaio” hai voluto affrontare le incognite di piccolo imprenditore. Già, non tutti sanno che per avere piccole soddisfazioni “il piccolo imprenditore” deve lavorare 18 (se bastano) ore al giorno e non 8 come “l’operaio”; che non sa se incasserà quanto ha investito in termini di lavoro e denari; non si può permettere malattia o infortuni, men che meno, ferie….se ha una famiglia la deve “dimenticare”… E questo, solo questo, mi avrebbe potuto trattenere per essere sempre pronto a darti man forte nei momenti più difficili, come ho sempre fatto; questa è la mia “punta” di egoismo…. Ma so anche che ho lasciato una Persona che ha il dovuto coraggio e la giusta tenacia per affrontare il suo cammino da “piccolo imprenditore” con l’augurio di divenire quello che io penso che meriti: un Grande Editore. Ringraziandoti per l’apprezzamento dimostratomi ti saluto caramente con un….arrivederci presto!

Giovanni

Carissimi lettori… si prova un’emozione indescrivibile ricevere una lettera così profonda e ricca di affetto, forse anche perchè ci siamo dimenticati il modo di scriverle perchè non abbiamo più tempo per i sentimenti nobili come l’Amicizia e l’Amore. Proprio per questo mi sento di ringraziare il mio Amico/Commercialista sia per le belle parole rivolte al sottoscritto che sicuramente saranno da conforto anche nei momenti difficili, sia per aver dato un esempio concreto di AMICIZIA e di profondo rispetto a tutti noi e per aver dimostrato che basta un piccolo gesto, un sorriso, un piccolo scritto, per rendere felice una persona.

Gianluca Boffetti

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