Rimani sempre aggiornato! - Scarica l'App di New Entry!

TROPPA NOIA, HANNO TUTTO… MA SENZA OBIETTIVI NELLA VITA

Cosa sta accadendo? Il fenomeno delle risse tra giovanissimi sembra aver preso il sopravvento.
Si ritrovano in gruppi di dieci, venti… alla ricerca di un futile motivo per fare a botte per poi pubblicare sui social il triste spettacolo appena compiuto sentendosi pure degli eroi. Già, i social che tutti noi decantiamo: ma siamo sicuri che l’avvento di questi mezzi di comunicazione sia stato positivo? Sembra che vengano utilizzati per sfogare le proprie fissazioni e frustrazioni offendendo senza ritegno il malcapitato di turno.


Le cause di questo nuovo “divertimento”?
Sicuramente la mancanza di obiettivi nella vita e di valori quali l’amicizia, l’amore, il rispetto.
Stiamo parlando di ragazzini… ma una volta maggiorenni cosa si inventeranno per divertirsi? Di esempi ne abbiamo già abbastanza: violenza sessuale di gruppo, stalking, rissa, rapina, lesioni, violenza privata.


Ma chi sono gli autori di queste nefandezze?
Non c’è una categoria ben precisa: si passa dai figli di medici, avvocati a giovani immigrati di seconda generazione. Dai Ricchi ai poveri, dalla città alla periferia, da nord a sud… il fenomeno non cambia. Gruppi di ragazzi che camminano picchiandosi con vestiti super firmati, alla moda per essere sempre al passo con i temi. Un genitore che si spacca la schiena per accontentare il figlio per compragli delle scarpe da 1.000 € che poi le indossa per uscire a picchiare i suoi coetanei?

Se poi ascoltiamo le parole di un padre che ha dovuto denunciare la propria figlia in televisione nella trasmissione “Fuori dal coro” viene la pelle d’oca….
«Ho scoperto che mia figlia di 14 anni è la leader di una baby gang di 7-8 ragazzine, non è solo una bulla: è il capo di una mini banda criminale che conta anche su 20-30 “gregari” e circa 600 seguaci sui social. Cosa fanno? Furti, rapine, risse e c’è il sospetto che girino per Verona con catene, bastoni, coltellini».

E i dati registrati dall’Osservatorio nazionale sull’adolescenza sono allarmanti: il 6,5% dei minorenni italiani fa parte di una banda, il 16% ha commesso atti vandalici, e tre ragazzi su dieci hanno partecipato ad una rissa. Giovani allo sbando, che hanno abbandonato la scuola troppo presto, figli dimenticati senza una presenza fondamentale dei genitori, che cercano probabilmente di appartenere ad un gruppo, ad una gang che per loro può significare una forma di riscatto ad una vita spenta e vuota. Viviamo in un “degrado” famigliare che dovrebbe essere alla base di tutto dove il genitore agli occhi dei figli, non viene più considerato come una persona da rispettare, da ascoltare, da amare. Sono accontentati in tutto e abbandonati a sè stessi, lasciati troppo soli senza nessun dialogo costruttivo.

L’ultimo fatto tragico avvenuto qualche giorno fa ne è una conferma drammatica: un 15enne in Spagna ha sparato ai genitori e al fratellino di 10 anni solo perchè la mamma gli aveva tolto WI-FI come punizione visto il suo scarso rendimento a scuola.

Questi giovani, accecati dai finti modelli e dai messaggi che ogni giorno ricevono sul cellulare sono senza principi morali, non riconoscono il confine tra il bene e il male… non pensano alle conseguenze di un loro gesto azzardato.
Si dice spesso che il mondo è cambiato: i gusti e le mode sono cambiate, ma ciò che non può cambiare è il RISPETTO DELLE REGOLE e L’EDUCAZIONE che dovrebbero essere dei concetti fondamentali dentro ognuno di noi.
Certo, esistono anche giovani responsabili, educati e rispettosi ma spesso vengono emarginati se non bullizzati invece di considerarli come un esempio da seguire.

Occorre correre ai ripari e velocemente: cercare di tenerli impegnati nello SPORT che è sicuramente salutare e dove ci sono delle regole da rispettare e si possono anche confrontare con altri coetanei ma soprattutto cercare di riallacciare il dialogo con i propri figli, cosa non facile, a causa sicuramente di quello strumento che tutti noi utilizziamo e che ci sta rovinando la vita, chiamato cellulare!


Gianluca Boffetti

Condividi