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TRENT’ANNI IL TRENTA

Il 30 ottobre ricorre il nostro (mi sembra giusto nominare anche la “mia” Giovanna) trentesimo anniversario di matrimonio. Non frega niente a nessuno, se non a noi diretti interessati, e poi rispetto alle nozze d’oro, i nostri 30 possono sembrare una misera cosa, però cominciano ad assumere una certa consistenza, perciò volevo mettere in risalto i fatti o rilevanti avvenimenti che prima ci hanno fatto incontrare ed in seguito sposare, e mantenere “felicemente” assieme (almeno fino ad oggi).

Mi ritrovo a 28 anni nuovamente solo, l’ennesima fidanzata mi aveva mandato a quel paese (senza neppure degnarsi di darmi l’indirizzo), la colpa è principalmente del mestiere che ho svolto per l’intera vita: contadino e allevatore di vacche da latte. Quando nel periodo estivo si aggiunge alla già molto impegnativa routine di lavoro, l’irrigazione dei campi, costringendo l’agricoltore a non dormire anche per 2 o 3 giorni consecutivi, si può ben intuire che il tempo da dedicare alla fidanzata rimane pochissimo (se non nullo) ed è logico che lei dopo averle dato buca una volta, 2 o 3 ti dica nel modo più cortese possibile: “Giordano, ma va a cagare!!”

Perché le donne hanno bisogno di attenzioni, sempre!! Anche dopo il matrimonio, è sbagliatissimo pensare: “tanto l’ho già sposata, chiuso con i fiori o regalini nelle svariate ricorrenze” è un madornale errore che facciamo in molti (mi includo pure io), l’attenzione nei confronti del coniuge, è un fertilizzante che non deve mai mancare.
Stavo dicendo che a 28 anni mi sono ritrovato nuovamente single… pensa che ti ripensa, finché un lampo ha illuminato la mia misera materia grigia: mi iscrivo ad una scuola di ballo liscio, imparo le basi del valzer, mazurka, polka e via discorrendo, in questo modo posso partecipare attivamente a tutte le feste o sagre di paese che si svolgono nei nostri borghi, invito le fanciulle a danzare e intanto che volteggiamo, le conosco; si perché questi balli hanno il vantaggio di svolgersi a stretto contatto con la partner. Inoltre, ho capito con il tempo, che è lei, in base a come ti stringe o ti tiene staccato, a farti intuire se sei nelle sue grazie.

Oggigiorno per conoscere e successivamente incontrare persone, basta ricorrere ai social, iscriversi ai vari siti dedicati anche se molte volte riservano sorprese non sempre piacevoli. Circa un anno fa un mio conoscente trovatosi single, si è per l’appunto iscritto proprio ad uno di questi, venendo così ad “incontrare” prima solo sullo schermo del computer poi di persona in un bar per un caffè, una bella Signora, rimanendo straordinariamente affascinato da questa trentacinquenne (tra l’altro sua coetanea) dai modi così signorili e garbati, e fu a dir poco sorpreso quando lo invitò a pranzo la domenica successiva a casa sua.

Naturalmente lui si presentò tirato a nuovo con una bottiglia di vino e dei dolcetti ma quando lei gli aprì la porta e gli presentò i suoi tre figli (di cui non aveva mai accennato prima), per poco non ci rimaneva secco dalla sorpresa. Le due gemelle di 11 anni ed il maschietto di 8 erano figli del suo ex marito da cui percepiva un misero assegno di mantenimento; non ne aveva parlato durante il loro primo caffè perché voleva che vedesse personalmente in quale ambito familiare venisse a trovarsi.

Quando me ne parlò la prima volta, il mio amico era molto scosso, ritrovarsi con tre “figli” non è cosa da poco, non sapeva se iniziare una relazione o troncarla sul nascere, anche perché i tre pargoletti lo avevano positivamente colpito riempiendolo si, di domande, ma poste con grandissimo garbo dimostrando una intelligenza straordinaria.
Quando mi chiese un mio parere, io risposi, forse in modo un po’ ironico: “Senti Matteo, vedila così; essendo già grandi eviterai la non piacevole fase del cambio dei pannolini, e cosa dire poi delle notti insonni che avresti potuto passare svegliato dai loro terribili strilli, ecco, tu salti la fase fisicamente più impegnativa per un genitore“. Mi guardò fissandomi per un lungo attimo, poi se ne andò esclamando: “grazie Giordano”.
Non so se il mio consiglio abbia avuto qualche influenza, sta di fatto che adesso è poco più di un anno che vive assieme a loro.

Acquisita una certa dimestichezza con il ballo liscio (riprendo il “filo” del discorso) e superata la vergogna di invitare in pista le ragazze, ho frequentato sagre e feste di paese conoscendo diverse ragazze, ma nessuna che mi avesse colpito in modo particolare. Terminata la stagione estiva, ho iniziato ad essere cliente delle balere, una volta c’erano molte discoteche che nell’orario pomeridiano si dedicavano alla Disco Music amata soprattutto dai giovanissimi mentre alla sera ospitavano orchestre di liscio. Uno di questi locali erano le Cupole di Manerbio, ed è proprio lì che il 15 settembre 1991 ho incontrato Giovanna, mia futura moglie. Mi ricordo che ad allietare la serata c’era la straordinaria orchestra spettacolo di Sandrino Piva (prematuramente scomparso nel 1994), un’autentica icona per quanto riguarda la musica da liscio.

Passeggiando per la balera ho notato, nonostante la luce soffusa dell’ambiente, gli occhi chiari dalla tonalità così particolare ed il bel sorriso illuminante di Giovanna, l’orchestra stava suonando un valzer ed io la invitai in pista, intanto che piroettavamo mi confidò che era stata la sua amica Paola (seduta accanto a lei) ad andare a prelevarla a casa sua, convincerla a togliersi il pigiama, a vestirsi elegante ed accompagnarla alla Cupole.

Probabilmente era scritto nel nostro destino che ci dovessimo incontrare proprio quella sera, per poi, poco alla volta innamorarci fino a consolidare il nostro rapporto con il matrimonio avvenuto il 30 ottobre 1993 nella Basilica di San Lorenzo in Verolanuova.

Il celebrante, Don Luigi Corrini, divenuto in seguito monsignore, figura storica, sacerdote dalla straordinaria personalità e disarmante schiettezza rimasto nel cuore di tutti quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo; alla fine della cerimonia ci regalò una copia del Nuovo Testamento con una sua dedica, a cui noi, siamo particolarmente affezionati.

Quanta acqua è passata sotto i ponti da allora, quanti scossoni ha subìto la nostra vita matrimoniale, le discussioni accese non sono mai mancate, però senza andare oltre il limite dell’irrimediabile. Quando si è in preda all’ira è logico che si potrebbero “sputare” parole taglienti in grado di ferire il coniuge, anche profondamente; essendo ben conscio di non avere un docile temperamento, quando discuto con mia moglie e sento che la rabbia comincia a scaldarmi il cervello, esco e cammino sul marciapiede che circonda la nostra casetta, mi serve a scaricare i nervi e comincio a riflettere su un vecchio adagio che recita: la ragione sta sempre nel mezzo. Quando rientro non riprendo la discussione ma aspetto (a volte fino al giorno dopo), di essere completamente tranquillo in modo di soppesare e valutare a mente fredda quanto detto.

Fortunatamente Giovanna ha un carattere alquanto mite (ma non remissivo) comincia a capire le mie lacune, mi da un po’ di spago ma tenendo in mano ben salda la matassa. Concludo il racconto che non ha la pretesa di insegnare niente a nessuno, focalizzando l’attenzione su due sostantivi di basilare importanza: FIDUCIA e RISPETTO per il partner, SEMPRE !!!
Giordano

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