Tra luce e consapevolezza: l’eleganza naturale di Cinzia Vannini

Ci sono percorsi che non nascono da un progetto preciso, ma prendono forma strada facendo, con discrezione e coraggio. Percorsi fatti di piccoli passi, di consapevolezze conquistate nel tempo e di una femminilità che si esprime con eleganza, senza bisogno di eccessi. Cinzia Vannini racconta una storia autentica, fatta di lavoro, passione e continua evoluzione personale. Una donna che ha saputo mettersi in gioco, superare insicurezze e trasformare una passione in uno spazio di libertà.
Nel suo mondo, la fotografia diventa riflessione, presenza e racconto di sé. Un equilibrio raffinato tra leggerezza e profondità, dove ogni esperienza contribuisce a definire uno stile unico e consapevole.

Chi è Cinzia Vannini?
Sono Cinzia Vannini, ho 55 anni, sono nata in Toscana ma vivo in provincia di Ravenna da molti decenni. Nella vita svolgo un lavoro amministrativo nell’ambito delle risorse umane, un’attività che mi piace molto e che rappresenta anche il naturale proseguimento dei miei studi.

Quando nasce il tuo amore per la fotografia?
Fin da piccolissima. Ho sempre amato fare fotografie, ma per tanto tempo ho detestato essere il soggetto. Ero molto autocritica e condizionata dal giudizio degli altri. Poi, nel tempo, qualcosa è cambiato.

Cosa ha fatto la differenza?
Le persone. Ho incontrato tante belle persone che, condividendo le loro esperienze, mi hanno aiutata a crescere. Ho capito che tutti abbiamo paure, insicurezze e difetti, ma che accettarsi e lavorare su sé stessi rende tutto più semplice. Così ho iniziato anche a imparare come stare davanti all’obiettivo, oltre che dietro.

Come è iniziato il tuo percorso nel mondo fotografico e social?
In modo molto spontaneo. Ho iniziato pubblicando autoscatto, poi un’amica con un negozio di abbigliamento mi ha chiesto di posare per alcuni scatti. Successivamente è arrivata una sfilata, e poi un’altra amica mi ha coinvolta in un concorso. Sono andata solo per farle compagnia, senza aspettative e anche con qualche perplessità, perché non sono competitiva. Invece mi sono divertita moltissimo. Da lì sono arrivati altri concorsi, altre sfilate, e l’incontro con fotografi che mi hanno proposto di collaborare. Più facevo foto, più mi divertivo, e più vedevo miglioramenti. Ho imparato tanto, ma so di avere ancora molto da imparare.

Cosa ti hanno insegnato queste esperienze?
A mettermi in gioco senza paura. Le critiche sono inevitabili, soprattutto quando ti esponi. Possono essere anche molto dure, ma ho imparato a leggerle con un filtro più costruttivo. È un percorso lungo, che aiuta a capire che non esiste un solo punto di vista: quello che per te non funziona, per altri può essere valido, e viceversa.

Che valore ha per te la fotografia?
È “fissare un attimo”: un frammento di vita, una sensazione, uno stato d’animo. È un momento solo mio, che mi rilassa e mi diverte. Ho sempre fatto fotografie, anche prima dei social, e continuerò a farle indipendentemente da tutto. Ho la casa piena di foto, intere pareti. Ogni immagine rappresenta un momento irripetibile, una parte di me che non esiste più, perché nel frattempo sono cambiata.

Mettersi davanti all’obiettivo cosa ti ha insegnato?
A fare i conti con me stessa. A confrontarmi con giudizi, valutazioni, anche sconfitte, senza che questo definisca il mio valore. La vita va avanti comunque, e spesso con maggiore consapevolezza. Mi ha insegnato a fare pace con ciò che non mi piace di me, scoprendo che magari per altri è proprio quello il punto di forza. E mi ha dato la spinta a migliorarmi, senza dimenticare di volermi bene, sempre.

Hai avuto esperienze anche nel mondo dello spettacolo. Come lo hai vissuto?
Non lo conosco a fondo, ho partecipato solo a qualche evento e trasmissione televisiva, ma è stata un’esperienza interessante. Si percepiscono molto la competizione e l’invidia, e anche con queste realtà bisogna imparare a confrontarsi.

Che rapporto hai con i social?
Mi piacciono, ma ne faccio un uso molto personale, probabilmente anche improprio rispetto agli standard attuali. Non pubblico spesso momenti specifici della mia vita privata, come compleanni, eventi o situazioni con amici, e quando lo faccio è quasi mai in tempo reale. Non mi interessa far sapere dove sono o con chi. Li utilizzo più come un diario fotografico sempre a portata di mano, che condivido con piacere con chi può esserne interessato. Non uso molti hashtag o lunghi commenti: spesso lascio parlare solo la foto. A volte pubblico immagini fuori stagione, come foto di Natale a luglio. Sono molto lontana dall’idea di influencer, e non è qualcosa che mi interessa. Credo che nessuno dovrebbe influenzare, ma piuttosto stimolare gli altri a essere sé stessi. Uso principalmente Instagram, con replica su Facebook e Threads, dove però interagisco poco, e anche TikTok.

Che immagine ti piacerebbe trasmettere attraverso i social?
Un’immagine normale, elegante e sobria, ma allo stesso tempo leggera, spensierata e anche divertente. Mi infastidiscono molto la violenza, la volgarità e la mancanza di rispetto ed empatia, quindi cerco di comunicare qualcosa che sia coerente con questi valori.

Come sei nella vita quotidiana?
Non mi considero un’esibizionista, anche se in parte lo devi essere per entrare in certi contesti. Mi fa piacere quando le mie foto vengono apprezzate, ma devono piacere prima di tutto a me, e non sempre accade. Nella vita quotidiana curo molto il mio aspetto: non mi piace essere trascurata, nemmeno nelle situazioni più semplici. Non significa essere sempre formale, ma avere uno stile coerente. È un modo per prendermi cura di me stessa.

Che rapporto hai con il futuro?
Non ho progetti precisi. Ho imparato che tutto può cambiare velocemente e che bisogna essere pronti a cogliere le opportunità. Voglio continuare a studiare e a imparare, perché non si smette mai. Il futuro è difficile da immaginare, soprattutto oggi. Ma, da ottimista, mi vedo comunque attiva, soddisfatta e con ancora tanti scatti da aggiungere alla mia storia.

CONTATTI SOCIAL

https://www.instagram.com/cinziavannininew

CREDITS FOTOGRAFICI

Ph. Giovanni Luigi Pernice

Ph. Aurora Greta Ruggeri

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