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“Testimone inconsapevole” di Gianrico Carofiglio

Edito nel 2004 da Sellerio editore Palermo La trama. È stato ucciso un bambino di nove anni. Il piccolo corpo viene ritrovato nel fondo di un pozzo. Un delitto atroce di cui è accusato un ambulante senegalese, Abdou Thiam, che lavora nella spiaggia vicino la casa dei nonni dove il bambino è solito giocare. Inchiodano il senegalese indizi e testimonianze, ma soprattutto una foto e le dichiarazioni di un barista. Un destino processuale segnato: privo di mezzi, lo attendono una frettolosa difesa d’ufficio e vent’anni con rito abbreviato. Ma è un destino che si scontra con quello di un avvocato in crisi che trova, nella lotta per salvare Abdou in una spasimante difesa, un nuovo sapore alla vita. Giudizio. Libro ben strtturato e scritto con sentimento, per cui, alla fine, molto vero. Tra le sue pagine si avverte distintamente una fortissima atmosfera “sociale” in cui i valori umani della sofferenza e della difficoltà di vivere (inteso come “mal di vivere”) si mescolano alla pura sopravvivenza di chi invece è accusato ingiustamente di un omicidio atroce, mentre sullo sfondo la questione razziale inquina lo svolgimento dei fatti. Passione e sentimento completano un quadro nell’insieme eccelente. Consigliato. Si legge tutto d’un fiato. Citazioni. Nel libro troviamo meravigliose citazioni, tra quelle che mi sono annotato vi ricordo: “Quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla”, di Lao-Tze, dal libro della Via e della Virtù; “E’ la teoria che determina ciò che osserviamo”, di Albert Einstein e un’altra che recita più o meno così: “gran parte del bello che osserviamo esiste già dentro i nostri occhi…” e molte altre. Maurizio Lorenzi

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