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TEMPO PER LA MAMMA

Leggo sul giornale di brescia la lettera del sign. Agazzi e incontrollabile una lacrima scende..Sono solo sei mesi che mia mamma se n’è andata e inevitabilmente, da quella afosa notte d’agosto, non passa giorno che non pensi a lei. Ricordi dell’ultimo periodo della sua vita, in cui la malattia l’aveva costretta su una carrozzella, dipendente perciò da noi in tutto.
Umiliante e triste, per una donna autosufficiente com’era lei anche se anziana, trovarsi in un attimo catapultata in “un’altra vita” difficilissima da accettare; altrettanto scioccante per noi figlie  rivoluzionare il nostro tram tram quotidiano in funzione delle sue nuove, pesanti e impellenti esigenze.
Quante ore dedicate alla mamma, anche quando incalzavano impegni personali, di lavoro o di famiglia, quante volte, all’inizio, è inutile negarlo, si sentiva il peso di questo impegno, non solo fisicamente, ma anche psicologicamente: ruoli invertiti nei quali noi accudivamo lei come una bambina, la consolavamo, la coccolavamo, la sgridavamo in senso buono per tirarla su di morale nei momenti di sconforto… Presto questi ritmi e questa nuova “avventura” è sembrata man mano più normale e naturale, lei era il perno delle nostre giornate.
Proprio come dice il sign. Agazzi, ci si rende conto delle priorità, del tempo che non è mai sprecato se “perso” per una persona cara, e la mamma lo è per eccellenza, di quanto lei in anni più o meno lontani ne ha regalato a noi, senza farcelo pesare. Ed ecco allora che il bene donato ti ritorna moltiplicato, che tutto assume un’inversione di rotta.
Forse  io, come ogni figlio, ripensando a dettagli più o meno importanti, ho a volte  il dubbio, a posteriori, di non aver fatto abbastanza per la mamma, ma esserle stata vicina concretamente e affettuosamente, averla assistita cercando renderle  confortevole la sua nuova condizione e farla sentire al centro della nostra attenzione, con tutti i limiti umanamente comprensibili, ma con amore e col sorriso è già una grande consolazione ed è ciò che, pur tra una lacrima, mi rincuora e mi fa pensare a lei con l’anima tranquilla.
Ornella Olfi

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