Rimani sempre aggiornato! - Scarica l'App di New Entry!

Stormy La Rouge, un’anima antica tra le luci della ribalta

Con uno sguardo intenso e una presenza che oscilla tra eleganza e inquietudine, Stormy La Rouge è una di quelle personalità che sembrano vivere costantemente tra arte e introspezione. Fotomodella, cantante e performer, porta avanti da anni un percorso costruito sulla sperimentazione e sulla libertà di esprimersi, senza mai inseguire etichette facili o personaggi costruiti a tavolino.

Dietro le immagini curate e l’estetica ricercata c’è una ragazza concreta, che nella quotidianità lavora in ufficio e che sui social preferisce mostrarsi come realmente è, con tutte le sue fragilità e contraddizioni.

Per Stormy, l’apparenza non è provocazione fine a se stessa, ma uno spazio creativo dove trasformare emozioni, esperienze e identità in arte visiva. La fotografia, la musica e la performance diventano così strumenti per raccontarsi, senza filtri e senza forzature.

Stormy, sei una fotomodella, cantante e performer. Da dove nasce il tuo percorso artistico?
La musica è stata il mio primo linguaggio. Canto praticamente da quando avevo tre anni ed è sicuramente la forma artistica che mi accompagna da più tempo. Il modelling invece fa parte della mia vita da circa dieci anni, mentre il lato performer e ballerina è nato più recentemente, da poco più di due anni. Sono tutte parti di me che convivono e che, in qualche modo, si completano.

Eppure nella vita di tutti i giorni fai un lavoro completamente diverso.
Sì, ed è una cosa che spesso sorprende le persone. Nella quotidianità lavoro in ufficio nel recupero crediti. Mi piace anche questo contrasto tra la mia parte artistica e la mia vita normale. Credo mi tenga molto con i piedi per terra.

Che rapporto hai con i social network? Ti senti un’influencer?
No, assolutamente. Non mi reputo un’influencer e non è qualcosa che voglio essere. I social per me non sono uno strumento per costruire un personaggio perfetto. Sono più uno specchio di quello che provo, di quello che sento e di come mi vedo nei vari momenti della mia vita. Considero Instagram quasi un diario personale. Ho sempre condiviso molto delle mie battaglie interiori con chi mi segue e mi piace mostrarmi per ciò che sono davvero, in tutte le mie sfaccettature.

La fotografia ha avuto un ruolo importante nel tuo cambiamento personale?
Tantissimo. Quando ho iniziato ero completamente inesperta, molto diversa da oggi. Avevo i capelli corti, ero molto timida, ma già allora ero espressiva e fotogenica. Con il tempo ho fatto un vero percorso di crescita. La fotografia mi ha aiutata non solo a lavorare sulla mia immagine, ma anche a conoscermi meglio come persona e come modella.

Come nasce invece la passione per il modelling?
È nato tutto molto spontaneamente, quasi per caso. Come tante cose nella mia vita. Ho iniziato sperimentando, con la voglia di imparare e di provare qualcosa di nuovo. Mi sono avvicinata a un mondo che ho sempre considerato arte vera. E lavorando con fotografi, stylist e creativi diversi, ho assorbito qualcosa da ognuno di loro. Tutte queste collaborazioni hanno contribuito a costruire il mio personaggio e il mio modo di stare davanti all’obiettivo.

C’è qualcosa del mondo della fotografia che non hai mai sopportato?
Sì, la volgarità gratuita. Mi infastidisce quando una fotografia diventa esplicita in modo forzato, quando perde il lato artistico e sembra esistere solo per provocare o per il godimento personale di qualcuno. Per me la fotografia deve comunicare qualcosa, deve avere un’identità, un’emozione, non essere semplicemente esibizione.

Che tipo di performer sei sul palco?
Molto emotiva. Quando canto o mi esibisco cerco sempre di trasmettere qualcosa di autentico. Anche come ballerina o performer mi piace raccontare emozioni più che fare semplice spettacolo. Penso che il pubblico percepisca quando una persona è vera sul palco.

Condividi