Ci sono donne che, diventando mamme, mettono per un po’ la propria femminilità in secondo piano. Non perché la perdano, ma perché la vita quotidiana impone altre priorità. Stacy, invece, quella parte di sé non l’ha mai davvero abbandonata. Oggi, mamma di due bambini e impegnata nel lavoro, sta riscoprendo il piacere di concedersi qualche momento in cui tornare semplicemente a essere Stacy.

E allora capita di trovarla fuori dalla routine, magari ad una serata latina o disco con la voglia di ballare e un abito che difficilmente passa inosservato. Perché, come ammette con ironia, «non sono più capace di vestirmi easy». Non è soltanto una questione di vestiti: è il piacere di giocare con la propria immagine, sentirsi femminile e accorgersi che gli occhi degli altri si fermano su di lei.

D’altra parte, Stacy con gli sguardi ha una certa familiarità da parecchio tempo. Nel 2008, a 21 anni, aveva già partecipato a Miss Muretto e Miss Padania, arrivando in entrambi i casi alle finali. Poi era arrivata l’esperienza di Veline, il programma di Canale 5 che portava ragazze da tutta Italia davanti alle telecamere alla ricerca delle future protagoniste di Striscia la notizia.
Ma dietro la ragazza che cercava la ribalta televisiva c’era soprattutto una personalità dinamica, cresciuta tra sport e competizioni: pattinaggio artistico, ginnastica artistica, equitazione, tennis e soprattutto basket, praticato anche a livello agonistico fino alla Serie B.

Quasi vent’anni dopo, la sua vita è cambiata. È diventata mamma di due bambini, ha costruito il suo percorso professionale e le giornate sono piene di lavoro, famiglia e responsabilità. Ma una cosa non è cambiata: le piace apparire. Le piace ballare, uscire e scegliere, ogni tanto, un look che non sia esattamente quello della quotidianità. E le piace anche l’occhio addosso.

A 174 centimetri di altezza, due gambe lunghissime, la sua chioma bionda e un fisico che non passa inosservato, del resto, mimetizzarsi non sembra essere la sua specialità. Quando si parla del suo aspetto, lei la prende con ironia: «Dna e fortuna». E la definiscono «un faro nella notte» proprio per la sua altezza e su una presenza fisica che difficilmente si confonde con lo sfondo.

Ma c’è una regola precisa: guardare sì, ma senza esagerare. Le piace essere notata, non l’invadenza. Ed è forse questa la differenza rispetto alla ragazza che tanti anni fa cercava un posto sotto i riflettori. Oggi non deve più conquistare una passerella né dimostrare qualcosa a qualcuno. Può semplicemente concedersi il piacere di essere donna.

La maternità non ha cancellato quella femminilità: l’ha resa forse meno quotidiana e più preziosa. Tra figli, lavoro e impegni non può certo investirci ogni giorno, ma quando arriva l’occasione Stacy torna a divertirsi con la propria immagine. È una riscoperta, più che una trasformazione.

Una donna che ha imparato a convivere con ruoli diversi — mamma, lavoratrice, sportiva — senza rinunciare a quella parte di sé che ama ballare, vestirsi bene e, perché no, essere un po’ protagonista.
Non serve più una telecamera. Basta una serata, la musica, una chioma bionda e quei 174 centimetri che la rendono, ancora una volta, un faro nella notte.
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