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Silenzi

Le parole, spesso, sono inutili quando c’è complicità fra due persone. Basta uno sguardo, un sorriso, un’espressione e si intuisce un mondo silenzioso al di là di tutto. Anche il linguaggio del corpo, senza essere degli esperti, è eloquente e ben decifrabile. Capita che dopo tanti anni di convivenza, in certi momenti del quotidiano, manchi lo spunto per discorsi: ci sono giornate in cui nervosismi, problemi legati al lavoro, alle difficoltà pratiche della vita, possono rovinare l’umore. È ovvio che non tutto possa essere roseo! Ecco che allora è preferibile un silenzio complice piuttosto che parole dette nel modo e nel momento sbagliato. L’importante è sapere che l’altro c’è, che al bisogno è presente. Questo appaga più di complimenti non spontanei. È giusto rendersi conto e farsene una ragione che un rapporto di lunga durata ha normali alti  e bassi, ma ciò che conta  è una base solida di affetto. Fanno sempre molto piacere i gesti gentili, le piccole attenzioni, sono davvero il sale della vita e aiutano a superare meglio le tante preoccupazioni e dispiaceri che inevitabilmente ci colpiscono durante  gli anni. Vedere coppie di anziani camminare a braccetto, sostenendosi a vicenda, commuove: magari sono diventati sordi e quando si parlano, urlano; magari ci vedono poco e  più che vedere, immaginano quanto l’altro sia invecchiato; magari bisticciano ogni giorno per stupidaggini, ma si cercano ogni istante! Così tra amici: si può stare lontani per anni senza dimenticarsi e quando ci si rivede, sembra che il tempo si sia fermato; capita anche di non potersi vedere, e sentire, ma l’amicizia va oltre e vive anche in silenzio. Torna in ogni situazione, il silenzio. Bisognerebbe ricordarsene e far sì che sia, nei momenti opportuni, più eloquente delle parole…ciò non toglie che a volte sia proprio bello e liberatorio dire un fiume di parole o avere qualcuno che ce le rivolge, dipende sempre dal buon senso e dalla misura!
Ornella Olfi

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