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Siamo tutti fratelli

Datemi un cavallo per correre libera nelle praterie e sentire accarezzare il mio viso.
Il mio cuore balla, siamo i guardiani del mondo
Ogni essere vivente lo è. Il mondo è giusto per chi lo ama e rispetta. Ogni giorno il mio cuore si sveglia e ringrazia. La mia bocca sorride, i miei occhi guardano spazi infiniti, i miei sogni aquile nei cieli blu e immensi.
In ogni essere cè un buon cuore, non sempre è ascoltato. La creazione che si rinnova giorno, dopo giorno. Battono i tamburi del mondo.
Ascoltali nel tuo cuore. E fa che esso possa battere con giusto ritmo di pace. Bella è la notte che arriva, nel cielo striato dal rosso tramonto
e tenui fiamme sinnalzano nella vasta pianura.
La voce del Grande Mistero, è in ogni cosa e le risate dei bambini fanno eco. Ai tamburi nella notte che avanza. Tata Intu sta andando a dormire. e i sogni si fanno strada in questa nuova notte stellata. Il mondo bacia Nonna Luna, la nuova notte è bella nei nostri cuori  Aperti al divenire di ogni cosa. Mitakuye oyasin! Siamo tutti fratelli. Mamma Terra ci ama. Siamo tutti fratelli. Nel canto della vita. Siamo tutti fratelli nel silenzio della notte. Dove i sogni ci mostrano la via.
Mitakuye oyasin. In questo mondo che balla nei nostri cuori. Nei nostri occhi. Nelle nostre aspettative che non chiedono. Ma scorrono e vanno col giorno che passa
Mitakuye Oyasi (tutto è connesso) è una tradizionale preghiera dei Lakota Sioux, la quale viene spesso utilizzata come ritornello in molte preghiere e molti canti Lakota. Essa riflette la convinzione intrinseca della maggior parte delle tradizioni e credenze dei nativi americani, ove “tutto è connesso”. Tutte le tribù dei nativi americani Lakota, Dakota e Nakota, venerano la preghiera e questa in particolare viene utilizzata in tutte le cerimonie e attività spirituali svolte a Yankton nel south Dakota, come il Peyotismo ad esempio; inoltre viene impiegata come preghiera conclusiva alla fine di altre preghiere, dopo di che il cibo sacro o la sacra pipa vengono passate e condivise tra i membri della cerimonia.
Le parole introduttive che danno il nome alla preghiera, sono infine diventate una “frase fatta” utilizzata per salutarsi, specie in ciò che concerne i diritti degli animali, delle donne e in tutto quello che si può definire “attivismo” per la salvaguardia dei diritti umani.

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