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SIAMO CONTENITORI

Ho dedicato l’intera vita a coltivare campi ed allevare bestiame, professione questa, che ha praticamente assorbito tutto il mio tempo a disposizione togliendolo ad altre cose di fondamentale importanza (la mia famiglia innanzitutto), mentre lavoravo pensavo: “un giorno, appena ne avrò la possibilità, mi voglio dedicare a tutto ciò che adesso non posso fare”.
Avendo smesso l’attività lavorativa, finalmente quel giorno è arrivato.
Essendo cristiano, mi è sempre pesato particolarmente, non rispettare il terzo comandamento (ricordati di santificare la feste), adesso la domenica mattina ho la possibilità di recarmi in Chiesa (casa di nostro Padre Universale), per pregare ed ascoltare il Vangelo, secondo me, cose indispensabili per mantenere viva la fiammella di Fede in ogni cattolico.

Il 3 marzo scorso, è stata una data particolarmente importante per la Chiesa Parrocchiale di Fiesse: si è celebrato il trentasettesimo anniversario in cui è stata riconsacrata ad opera di Monsignor Bruno Foresti (all’epoca vescovo del circondario bresciano). Questo fatto si era reso necessario, in quanto l’allora parroco don Domenico Sudati, aveva apportato qualche modifica all’interno della Chiesa, ed inoltre (compiendo un’opera titanica), l’aveva ridipinta completamente da solo.
Mi ricordo perfettamente, quando una mattina assieme a mia zia Orsolina, gli portammo un thermos di caffè (era l’inizio di gennaio 1985), il sacerdote stava verniciando l’arcata della Chiesa, su una traballante impalcatura munita di ruote, a 15 metri da terra, quando io e mia zia l’abbiamo visto, ci siamo sentiti male, lui è sceso come se niente fosse, dimostrando un’abilità felina, ci ha immensamente ringraziato, ha preso il thermos ed è risalito a tinteggiare.

Sono convinto che per tutto ciò che ha fatto per i parrocchiani fiessesi, don Domenico Sudati avrebbe meritato maggior gloria.
Il parroco celebrante la messa (torniamo ai giorni nostri), ed incaricato di ricordare l’importante ricorrenza, era un barbuto giovanottone dal simpatico accento bresciano, è passato aspergendo acqua santa in tutta la Chiesa e su tutti noi fedeli, seguito da una ventina di ragazzi muniti di candele, che hanno fatto da splendida cornice a questa toccante cerimonia. Mi ha particolarmente colpito l’omelia del gigantesco prete, intanto perché si è messo a predicare in mezzo alla Chiesa (non dal pulpito), e questo lo ha fatto sentire più vicino a tutti noi, la straordinaria chiarezza e convinzione con cui si esprimeva, catturava l’attenzione; si è rivolto ad un bambino domandando: “chi siamo noi?”, il ragazzino un po’ impacciato ha risposto: “delle persone”- “bravo, hai detto una cosa giusta, ma io ti dico più nello specifico, che siamo Contenitori; perché tutti noi Cristiani, conteniamo lo Spirito di Dio, entrato nel nostro corpo per mezzo del Santo Battesimo. Qualcuno di voi può pensare:

  • ma allora possiamo fare a meno di venire in Chiesa, se Dio è già dentro di noi.
  • Amici carissimi, ricordiamoci sempre che, se il nostro corpo può vivere di pane, la nostra anima deve essere nutrita dal Corpo di Cristo, che riceviamo tramite la Comunione, la nostra mente, sempre bersagliata da pubblicità di facili costumi ed effimeri valori, ha bisogno di essere orientata dalla parola del Vangelo. Fratelli carissimi, riflettiamo un attimo, il cammino su questa terra, non è facile per nessuno, ma Dio che è in noi, ci ha fornito il manuale di istruzioni per percorrerlo nel migliore dei modi.” L’omelia pronunciata dal giovane Sacerdote, ha fatto eco nella mia testa per diversi giorni, certo, non sono state parole nuove, ma il gigantesco Prete le ha pronunciate con tale chiarezza, semplicità e convinzione che, ne sono certo, ha indotto ognuno dei presenti, ad una profonda riflessione. Dio ci ha mandato su questa Terra a scontare i nostri peccati, ma ci ha anche fornito il manuale “uso e manutenzione”; il rispetto del quale, eviterebbe guerre ed altri impronunciabili nefandezze.
    Giordano

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