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SEI ANNI IN PIU’ PER PAGARE I DEBITI AL FISCO

La manovra Monti mette a regime la possibilità di chiedere un’ulteriore dilazione ad Equitalia, oltre a quella già prevista, per un massimo di 72 rate mensili, nel caso in cui il contribuente assista ad un peggioramento della situazione finanziaria. I contribuenti hanno sempre più difficoltà ad adempiere con regolarità agli obblighi fiscali, e la crisi economica di questo periodo ha peggiorato la situazione. Così, per concedere maggiore respiro ai contribuenti la Manovra Monti è intervenuta prevedendo in materia di ruoli: • la proroga della rateazione fino ad un massimo di 72 rate mensili, con possibilità di rate variabili crescenti, anziché costanti; La rateazione Prima della Manovra Monti il contribuente in stato di temporanea difficoltà finanziaria, presentando una domanda ad Equitalia, poteva ottenere la rateazione delle somme iscritte a ruolo per un massimo 72 rate mensili e, a prescindere dall’importo, non era necessaria alcuna garanzia. Il beneficio della dilazione decadeva se il contribuente ometteva di versare la 1° rata o 2 rate successive alla prima, anche non consecutive. Con la Manovra Monti (art. 10 comma 13-bis d.l. 201/2011) si mette a regime questa facoltà concedendo un’ulteriore proroga fino a 72 mesi al contribuente che, avendo già usufruito di una dilazione, subisce un peggioramento della situazione finanziaria. La seconda dilazione viene concessa una sola volta e: solo in caso di comprovato peggioramento della situazione di temporanea obiettiva difficoltà finanziaria; fino a 72 mesi; a condizione che non sia intervenuta la decadenza della prima dilazione concessa (che avviene quando non si paga la prima rata o due rate successive, anche non consecutive). Il contribuente, con la seconda dilazione, potrà inoltre chiedere di versare le somme con rate variabili, anziché costanti, di importo crescente per anno. La legge varata il 27/1/2012 n.3, prevede che il «Fondo di solidarieta’ per le vittime dell’usura» consenta l’erogazione di mutui anche in favore dell’imprenditore dichiarato fallito, previo provvedimento favorevole del giudice delegato al fallimento, a condizione che il medesimo non abbia riportato condanne definitive per i reati ovvero per delitti contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica, l’amministrazione della giustizia, il patrimonio, l’economia pubblica, l’industria e il commercio, a meno di intervenuta riabilitazione. Le somme erogate a titolo di mutuo non sono imputabili alla massa fallimentare ne’ alle attivita’ sopravvenute dell’imprenditore fallito e sono vincolate, quanto a destinazione, esclusivamente all’utilizzo secondo le finalità indicate nel piano di investimento presentato che prevede il reinserimento della vittima del delitto di usura nella economia legale. In nessun caso le somme erogate a titolo di mutuo o di anticipazione possono essere utilizzate per pagamenti a titolo di interessi o di rimborso del capitale o a qualsiasi altro titolo in favore dell’autore del reato. Quali sono gli interventi ammessi alla detrazione di imposta del 55% per gli interventi di risparmio energetico? Gli interventi ammessi in detrazione possono riguardare queste categorie: – interventi di riqualificazione globale su edifici esistenti; – interventi sull’involucro di edifici esistenti; – installazione di pannelli solari; – sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. N.B. La Manovra Monti, c.d. “Decreto Salva-Italia” (D.L. n. 201 del 06.12.2011), ha ampliato la casistica degli interventi agevolabili inserendo tra questila sostituzione di scaldabagni con pompe di calore e di camini con termocamini, caldaie e stufe a biomasse.

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