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SCOPERTO NUOVO MINERALE NEL METEORITE DI ALLENDE

Nel 1969, gli abitanti del Chihuahua furono testimoni dello spettacolare ingresso nell’atmosfera terrestre di un bolide, ribattezzato successivamente “meteorite di Allende”. A distanza di oltre 40 anni, i ricercatori hanno scoperto che questo meteorite contiene un minerale fino ad ora sconosciuto, la panguite. In una notte di febbraio del 1969, il meteorite di Allende solcò il cielo messicano illuminandolo per centinaia di chilometri. Prima di toccare il suolo, il bolide esplose nei pressi del villaggio di Pueblito de Allende, producendo migliaia di frammenti e disperdendoli in un’area di 8 chilometri per 50. In un periodo di circa 25 anni, sono state raccolte oltre 3 tonnellate di materiale che componeva il meteorite di Allende, e i frammenti vanno dal peso di un grammo ad oltre un quintale. L’enorme quantità di materiale raccolto, e le decadi trascorse ad analizzarlo, rendono il meteorite di Allende uno dei meteoriti più noti e studiati. Sappiamo, ad esempio, che il meteorite risalirebbe a 4,567 miliardi di anni fa, 30 milioni di anni prima della presunta “nascita” della Terra. Quello che la scienza ignorava completamente, invece, era che a bordo del meteorite di Allende viaggiasse un ossido di titanio completamente sconosciuto alla scienza. La panguite è probabilmente uno dei minerali più antichi dell’intero universo: si stima, infatti, che abbia avuto origine oltre 4,5 miliardi di anni fa sotto l’azione delle condizioni estreme dell’universo primordiale. Il nome panguite viene dall’antica divinità cinese Pan Gu, il creatore del nostro pianeta che separò lo yin (la terra) dallo yang (il cielo). Si tratta di un minerale principalmente composto da ossidi di titanio (nome chimico: ), e che contiene anche scandio, alluminio, magnesio, zirconio, calcio e ossigeno. “La panguite è una scoperta particolarmente eccitante dato che non è soltanto un nuovo minerale, ma anche un materiale precedentemente sconosciuto alla scienza” spiega Chi Ma, scopritore della panguite. Fino ad ora, infatti, nessuno aveva mai osservato la panguite in natura, o l’aveva creata in un laboratorio di ricerca. L’analisi al microscopio elettronico a scansione ha rivelato la particolare struttura cristallina di questo nuovo minerale, una struttura che potrebbe essere sfruttata per produrre nuove tipologie di materiali innovativi. La panguite è infatti un materiale rifrattario che conserva la sua forma stabile anche ad altissime temperature e pressioni. All’interno dei frammenti del bolide di Allende, la si può trovare inclusa in materiale ultra-refrattario rimasto intrappolato durante la formazione del meteorite. La panguite, in realtà, non è il primo minerale sconosciuto scoperto grazie al meteorite di Allende: a partire dal 1977, infatti, i ricercatori del California Institute of Technology hanno scoperto nuove forme di calcio, bario e neodimio, per un totale di ben nove minerali del tutto nuovi come l’allendeite, la kangite o la tistarite. “Lo studio intensivo degli elementi di questo meteorite ha avuto una grandissima influenza sullo studio dei processi, dei ritmi e della chimica delle nubi solari primitive e dei piccoli corpi planetari” dice George Rossman, co-autore della ricerca e professore di mineralogia alla Caltech.

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