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SCALZA

Umidi i piedi, bagnati di rugiada e di terriccio tinti, scalza me n’ vò per prati, boschi ed ermi. Lacero è il vello ma non teme il cuore. L’ansia scompare, lasciando puro amore che il monte e il mare prendono in seno per donare. La mela acerba il ragazzo addenta e ne gusta l’asprigno sapore. L’adulto comprende e l’equo sentiero addita. Il Creato esulta delle sue luci e dei brillanti colori. Anita rota

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