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Sarah Antonelli: l’eleganza tagliente di chi non ha mai chiesto il permesso

Con occhi di ghiaccio e uno sguardo magnetico che non passa inosservato, Sarah Antonelli entra in una stanza con la sicurezza di chi sa esattamente chi è. Dietro l’immagine sofisticata, costruita in anni di moda, televisione e passerelle, c’è una donna transgender concreta, diretta, poco incline ai compromessi e alle parole inutili.

Ama il lifestyle, l’arte, il cinema, la bellezza, ma per lei l’apparenza non è mai stata qualcosa di superficiale: è linguaggio, identità, presenza. Dal Brasile all’Italia, dai concorsi internazionali ai set fotografici, Sarah ha attraversato mondi diversi senza perdere il suo tratto più distintivo: la determinazione. Oggi lavora come consulente d’immagine, mettendo esperienza, gusto e personalità al servizio degli altri. E anche quando sorride poco, riesce comunque a lasciare il segno.

Hai iniziato il tuo percorso in Brasile tra moda e concorsi. Che ricordi hai di quegli anni?
Il Brasile è stato il punto di partenza di tutto. Ho iniziato molto giovane a lavorare nel mondo della moda, tra sfilate, shooting ed eventi. Facevo la modella e spesso anche la madrina di serate. Erano anni molto intensi, pieni di energia e di voglia di mettermi in gioco. Già allora avevo capito che il mondo dell’immagine sarebbe stato il mio ambiente naturale.

Poi è arrivata l’Italia. Cosa ha rappresentato Bergamo per te?
Bergamo per me è stata una svolta. Sono arrivata in Italia nel 2005 e qui ho continuato a lavorare nel mondo dello spettacolo e della moda. Bergamo ti mette alla prova, ti obbliga ad avere carattere, personalità, visione. È una città che mi ha insegnato molto e dove ho trovato spazio per crescere sia professionalmente che personalmente.

Nel 2014 hai partecipato a Miss Trans Universo. Cosa ti ha lasciato quell’esperienza?
È stata un’esperienza molto bella. Per me i concorsi non sono mai stati soltanto una questione di vittoria. Mi è sempre piaciuto mettermi in discussione, capire fino a dove potevo arrivare, confrontarmi con nuove situazioni. Io sono una persona molto forte e decisa, ma anche curiosa verso la vita. Partecipare significava soprattutto vivere un’esperienza intensa e portarmi a casa qualcosa a livello umano.

Nel 2012 hai ricevuto il premio “Trans dell’anno”. Quanto è stato importante quel riconoscimento?
Sicuramente è stato un momento importante del mio percorso. Quando ricevi un riconoscimento del genere capisci che il tuo lavoro, la tua immagine e il tuo modo di porti sono arrivati alle persone. Però io sono sempre rimasta molto concreta. Non mi sono mai seduta sugli applausi.

Hai lavorato anche in televisione. Che rapporto hai con il mondo dello spettacolo?
La televisione mi ha dato tanto e io credo di aver dato tanto a quel mondo. Ho lavorato per anni in Italia e sono state esperienze formative. Però lo spettacolo è un ambiente dove devi avere personalità forte, altrimenti rischi di perderti. Io ho sempre saputo cosa volevo e questo mi ha aiutata.

Uno dei momenti che ricordi con più emozione è il video con i Baustelle ispirato ad Amanda Lear. Perché?
Perché è stato un momento molto artistico e molto intenso. Avevo 27 anni quando ho girato quel video e io ero la protagonista. Lo abbiamo realizzato a Milano, in un locale, ed è un ricordo che porto ancora dentro. Amo Amanda Lear, amo quell’immaginario sofisticato, ambiguo, elegante. Quel progetto aveva un’estetica molto forte e mi rappresentava molto.

Quando hai capito che saresti passata dall’altra parte della moda, diventando consulente d’immagine?
È successo in modo naturale. A me è sempre piaciuto osservare le persone, capire cosa stesse bene e cosa no. Ho sempre dato consigli su come vestirsi, truccarsi, portare una parrucca, valorizzarsi. A un certo punto ho deciso di trasformare questa attitudine in un lavoro vero e proprio. Oggi mi piace stare dietro le quinte e aiutare gli altri a costruire la propria immagine.

Che tipo di consulente sei?
Molto sincera. Credo che chi cerca un consulente abbia bisogno di una persona decisa, non di qualcuno che dica sempre sì. Io ho buon gusto, sono molto diretta e so anche far cambiare idea quando serve. L’immagine è una cosa seria, perché comunica chi sei ancora prima che tu parli.

Per te l’apparenza non è mai stata qualcosa di superficiale.
Assolutamente no. L’apparenza racconta tantissimo di una persona. Non significa essere finti, significa sapere comunicare. Io amo il beauty, il make-up, la moda, ma dietro tutto questo ci deve essere identità. Altrimenti resta solo una maschera vuota.

Fuori dal lavoro, che persona sei?
Sono una persona piena di interessi. Amo uscire con gli amici, viaggiare, vivere. Amo il cinema, l’arte, la storia, la teologia. Non so cosa significhi annoiarsi. Ho sempre bisogno di stimoli, di osservare, di imparare qualcosa.

Qual è la cosa che ti piace di più di te stessa?
Il fatto che so sempre cosa voglio. È una caratteristica che ho da sempre. Esteticamente invece direi i miei occhi, perché sono molto espressivi.

Da vent’anni lavori con l’immagine e con gli shooting fotografici. Cosa provi ancora oggi davanti a una macchina fotografica?
Dipende molto dal set e dall’energia che si crea. Però quando si parla di moda mi sento ancora completamente nel mio elemento. È un linguaggio che conosco profondamente e che continua ad emozionarmi.

Come immagini il futuro?
Io sono una persona che vive molto il presente. Però sicuramente voglio continuare a crescere come consulente d’immagine e nel mondo beauty e make-up. Mi piace lavorare con l’estetica, con la trasformazione, con la valorizzazione delle persone. È un mondo che sento mio.

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https://www.instagram.com/sarah_antonelli_

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