La sua storia sui social nasce per caso. Sandy aveva iniziato a frequentare la camera iperbarica e decide di raccontare questa esperienza attraverso un video. Un argomento poco conosciuto, un modo spontaneo di parlare e, probabilmente, anche un look che non passa inosservato: il mix funziona e le visualizzazioni iniziano a crescere.
«Non avevo nessuna mira a diventare virale, ma si vede che quello che faccio piace. Vuoi per il mio aspetto, vuoi per come mi pongo o per cosa mostro: fatto sta che virale poi ci sono diventata!».

Oggi il suo profilo pubblico Instagram, sandywow2, raccoglie un pubblico sempre più numeroso, curioso soprattutto di vedere la Sandy autentica. Perché il suo punto di forza è proprio questo: non costruire un personaggio. «I social non sono fondamentali per me, erano un diversivo nei momenti noiosi della mia giornata. Non mi considero un’influencer, perché quello che posto è solo ciò che vivo e niente di più».
E quello che vive è tutt’altro che ordinario. Sandy è infatti giostraia, una sorta di donna perennemente nel paese dei balocchi, e porta sui social uno sguardo inedito sul mondo delle giostre, raccontato da chi lo conosce dall’interno. Una quotidianità fatta di lavoro, spostamenti e persone, lontana dall’immagine del luna park vista soltanto dagli occhi di chi arriva per divertirsi. La sua spontaneità emerge anche nel modo di presentarsi.

«Io non sono esibizionista, io sono così! Se mi vedi in un reel scollata o struccata, sicuro mi vedrai così in un bar o alle poste. Non ho niente che le altre non hanno, è solo che come lo indosso e per l’energia che emano lo valorizzo. Io mi vesto con cose del pakistano, del mercato!». A sorprendere Sandy, però, non sono state soltanto le visualizzazioni. Molti follower le scrivono per dirle che apprezzano soprattutto come racconta le cose, come parla e come espone gli argomenti. Nella sua vita, comunque, i social restano una parte marginale. Prima vengono la famiglia, il lavoro e lo sport: pratica pole dance e sala pesi ed è soprattutto una mamma molto presente.

«Ho chiesto a mio figlio che madre sono e mi ha risposto: protettiva. Aggiungerei rispettosa e attenta». Qualcuno l’ha persino definita la «signora Rottermaier di Heidi». Lei sorride, ma rivendica un rapporto fatto di complicità e regole: «Con loro siamo complici, ma sappiamo i limiti e i nostri ruoli». I figli, peraltro, non sembrano affatto contrari ai suoi reel. Anzi, qualche volta sono proprio loro a chiederle se ne farà un altro insieme a loro. Intanto Sandy guarda avanti. Sta studiando per un nuovo progetto personale e punta a conseguire la patente C/E, così da potersi spostare in autonomia e aprire nuove opportunità professionali.

E i social? Per ora continueranno a essere quello che sono sempre stati: uno spazio dove mostrarsi senza costruzioni. «Se saprò dare ai follower qualcosa di interessante da vedere, ben venga». Forse è proprio qui il segreto di Sandy: essere diventata virale senza aver mai cercato di diventarlo. Un volto autentico, una vita particolare e il mondo delle giostre raccontato da una prospettiva che il pubblico, semplicemente, non aveva ancora visto.
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