Racconta un’antica leggenda che un gregge di pecore si trovava al pascolo sulla cima di una montagna. Era una giornata invernale e la terra era avvolta da un manto gelato.
Una pecora volle salire ancora più in alto e le altre, curiose, la seguirono, finché si trovarono sulle nuvole. Qui splendeva il sole e le pecore correvano felici.
Alcuni folletti cercarono di prenderle per il vello senza però riuscirci, trovandosi tra le mani morbide matasse di lana bianca. Verso sera scoppiò un temporale e i fiocchi di lana, zuppi, caddero sulla terra, imbiancandola tutta. Era arrivata la neve! Spesso leggende e tradizioni si intrecciano e si somigliano, tra sacro e profano.
Un’altra antica leggenda riferita alla neve, per esempio, attribuisce ad alcuni Santi la definizione di “mercanti di neve”: se nel loro giorno c’è il sole, vanno al mercato a comprare la neve da spargere sulla terra nei giorni successivi.
Il primo sarebbe S. Andrea (30 novembre), seguito da S. Mauro (15 gennaio), S. Antonio Abate (17 gennaio), S. Sebastiano (20 gennaio) e San Faustino, il 15 febbraio, “l’ültem mercant de néf”. Ormai è un dato di fatto, purtroppo, che non ci siano più le stagioni ben distinte, che gli inverni non siano più rigidi come una volta.
Le persone più anziane si ricordano di inverni veramente molto freddi, con gelo, calabrosa, abbondanti nevicate, nebbie così fitte da “tajale col cortèl”, principalmente da novembre a febbraio, mentre a marzo già arrivava la primavera.
A fronte di sconvolgimenti climatici sempre più evidenti, se questi santi dovessero seguire i tempi delle leggende, probabilmente ogni anno avrebbero maggior difficoltà a decidere se e quando spargere neve! Infatti, tranne l’eccezionale indimenticabile nevicata del 1985, ogni inverno ormai c’è solo qualche leggera spruzzatina di neve, anzi a volte neppure quella. Se chi deve spalarla per uscire da casa e ancor peggio deve spostarsi per lavoro, è contento se non nevica o al limite se scende solo una spruzzatina, un vecchio proverbio contadino dice saggiamente che “sotto la neve il pane” e “anno nevoso, anno fruttuoso”.
Come sempre, ci vorrebbero una giusta alternanza e quantità tra eventi atmosferici, distribuiti in periodi ben definiti, ma al tempo, si sa, non si può comandare!
Ornella Olfi
Nella foto di copertina: Montichiari, la famosa nevicata del 1985.


