Nel cuore di Napoli nasce una voce nuova nel mondo della moda: Roberta, 34 anni, fotomodella, stylist e costumista, oggi studentessa presso l’Accademia della Moda di Isabella D’Este Caracciolo. Il suo percorso, iniziato come tecnico informatico, si è trasformato in un viaggio alla scoperta dell’estetica come linguaggio d’anima. Attraverso la fotografia e i social, Roberta costruisce un dialogo visivo fatto di autenticità, coraggio e ricerca. Dietro ogni suo scatto c’è un pensiero, un’emozione, un racconto che parla di donne reali e di creatività consapevole.
Roberta, come nasce il tuo percorso nel mondo della moda?
È stato un viaggio non lineare: mi sono diplomata come tecnico informatico, ma sentivo che la mia vera espressione era altrove. La moda è diventata il mio linguaggio, il modo con cui racconto storie e identità. Oggi, studiare Fashion Styling all’Accademia della Moda è la mia forma di evoluzione personale e professionale.
Che ruolo hanno i social nella tua vita e nel tuo lavoro?
I social sono parte integrante del mio lavoro creativo. Non mi definisco una “influencer” nel senso classico, ma mi piace pensare di poter influenzare attraverso l’estetica e il contenuto. Sono strumenti che mi permettono di comunicare autenticità e visione.
Cosa vuoi trasmettere a chi ti segue online?
Voglio mostrare la bellezza della trasformazione, del dietro le quinte, della ricerca stilistica. Mi infastidisce la superficialità e l’omologazione: per me la bellezza è visione, è coraggio, è coerenza con se stessi.
La fotografia sembra occupare un posto speciale nel tuo percorso. Cosa rappresenta per te?
La fotografia è una passione nata quasi per gioco, ma che mi ha cambiata profondamente. Davanti all’obiettivo ho imparato a conoscermi, a raccontarmi, a sfidarmi. Mi ha dato voce, libertà e consapevolezza.
Hai collaborato con diversi professionisti del settore. C’è un’esperienza che ti è rimasta nel cuore?
Sicuramente le collaborazioni con brand emergenti come indossatrice tecnica per le nuove collezioni: è bello vedere nascere un capo e poter contribuire alla sua evoluzione. E poi ricordo con affetto un backstage in cui ho dovuto improvvisare un intero outfit con materiali di recupero — è stato un successo!
Come vivi il mondo dello spettacolo e della moda da dentro?
È un ambiente affascinante ma anche complesso: ci sono creatività e adrenalina, ma anche competizione e superficialità. Credo che la chiave sia restare autentici, fedeli alla propria identità, senza lasciarsi travolgere.
E nella vita di tutti i giorni, che stile ti rappresenta?
Nel quotidiano scelgo look comodi ma ricercati; la sera mi piace osare con tocchi glam, mentre in spiaggia non rinuncio mai a un tocco di eleganza. La mia cifra è la cura del dettaglio e la coerenza con la mia personalità.
Guardando al futuro, quali sono i tuoi progetti e sogni?
Sto lavorando a una capsule collection e a una collaborazione con il fotografo internazionale Marco Garofalo Fine Art Photography. Tra dieci anni mi vedo creatrice del mio brand con una visione inclusiva e artistica, e magari anche come docente per giovani talenti. La moda, per me, è un linguaggio da condividere.
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