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Risposte

Anche stamani ho messo la sveglia un’ora prima, e nel silenzio della casa, nella quiete in cui è ancora immersa la vita fuori, mi sono presa quel tempo per leggere, per studiare le cose che mi interessano. Lo faccio da alcuni giorni, ma sta diventando uno spazio prezioso, senza distrazioni, che mi fa iniziare bene la giornata e mi dà gioia. Un’ora per me e per ciò che mi appassiona. Mi colpisce la sensazione che mi dà questo tempo: è lungo, pieno, ricco. Un’oasi di calma. È un regalo che mi faccio, vita che vive consapevole. Esco di casa concentrata e quieta.
Più tardi ho incrociato questa frase di Sándor Márai, tratta da Le braci: “Alle domande più importanti si finisce sempre per rispondere con l’intera esistenza. Non ha importanza quello che si dice nel frattempo, in quali termini e con quali argomenti ci si difende. Alla fine, alla fine di tutto, è con i fatti della propria vita che si risponde agli interrogativi che il mondo ci rivolge con tanta insistenza.” È proprio vero. Quelle domande che toccano i fondamenti, quelle sul senso della vita, del dolore, della morte… Me le faccio e me le sento fare più o meno tutti i giorni, e più o meno tutti i giorni ci si prova a rispondere. Giorno dopo giorno, dalle carni affaticate e dall’anima provata nascono risposte e ulteriori domande, che formano il nostro cammino, il percorso della nostra vita, ciò che siamo. Alla fine, ciò che lasciamo a chi ci sopravvive sono proprio le risposte che abbiamo trovato. sguardiepercorsi

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