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RIFLESSIONI AUTUNNALI

Ho sempre amato l’autunno, con le sue tinte chiare, delicate e, a tratti, cupe. L’aria fresca, il buio e quel cadere incessante e inevitabile delle foglie, leggero e soave, che scricchiolano sotto le suole delle mie scarpe quando cammino. Amo le nuvole, la pioggerella leggera, quel filo di vento che ti scompiglia i capelli e che ti invoglia a riflettere su te stesso, sulla vita e sull’amore. Perché in fin dei conti è “lui” il motore del mondo. Un mondo che da Cosmo, ordinato e perfetto, sta diventando sempre più un autentico Caos. Dove siamo andati a finire e dove andremo? Non lo so, sono solo una donna e un essere umano. Solo Dio può saperlo.
Ma perché oggi non sappiamo più dare un valore alle cose, alle persone e ai sentimenti?
Perché tendiamo o ad amarci troppo o ad amarci per nulla? Dove sta l’equilibrio e il confine che decide dove risiede il positivo e il negativo?
Riflettevo poco fa, dopo la lettura del terzo romanzo della scrittrice, attrice, autrice e conduttrice televisiva toscana Chiara Francini, che ho avuto il piacere di conoscere un mesetto fa circa a Librixia. Un Anno Felice è stato un dono di mio padre Ermanno, al quale sono molto legata, e che ha assistito all’evento insieme a me e al mio compagno Damiano.
È stato un pomeriggio bellissimo e Chiara, che da sempre adoro e stimo come artista, oltre che come scrittrice, è apparsa schietta, sincera, frizzante e, nel contempo, profonda.
Mi ha letteralmente conquistata e indotta a leggere con attenzione la sua nuova opera letteraria.
C’è indubbiamente tanto, tantissimo di lei nel testo. Non solo perché è ambientato per metà a Firenze, città natale della Francini, e per metà in Svezia, ove lei stessa si è trasferita, avendo vissuto una lunga storia d’amore con un ragazzo svedese, ma anche perché Beatrice Melania, la sua indiscussa protagonista, ricorda inevitabilmente, per il suo modo di porsi e di ragionare, lei in carne ed ossa.
La giovane si è annullata per amore, per amore di un uomo a metà, che non ha saputo proteggerla, essendo troppo preoccupato a dare adito alle sue frustrazioni esistenziali.
E così eccola lì, lei, eletta vittima sacrificale, a gettare in aria la sua vita e ad annullarsi.
Ma in nome di cosa e di chi? È amore questo?
E lui chi è, se non un fantoccio di uomo?
L’amore è qualcosa di talmente grande che non si può etichettare e quello che vige tra due persone, quando si crea una coppia, è talmente personale che ognuno deve viverlo come meglio crede, senza però dimenticare di rispettare l’altra persona sì, ma anche e sopratutto sé stessi.
Grazie, cara Chiara Francini, per avermi permesso di fare questa profonda riflessione!

Laura Gorini

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