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Razionalità nei confronti dell’essere vivente

Il termine razionalità, dal latino “ratio” (razio, cioè ragione, motivo, senso) indica l’essere in una logica consequenziale e stabilita. Nel parlare quotidiano indica il comportarsi in maniera equilibrata. Ebbene, comincio a pensare che sia un termine in estinzione visto e considerato ciò che accade ogni giorno intorno a noi…
Un professore viene picchiato dai familiari dell’alunno rimproverato e la scuola punisce anche lui, 5 ragazzini (il più grande ha 16 anni) armati di smartphone accerchiano un anziano, gli scippano il bastone che lo sorreggeva e così cade rovinosamente a terra sotto gli occhi dei 5 imbecilli tra schiamazzi e videocamere puntate. Per non parlare dei femminicidi, di violenze inaudite a carattere sessuale, politico e di religione; una su tutte il ritrovamento del corpo ridotto a pezzi di Pamela trovato in due trolley a Macerata.
Contrariamente al pensiero comune questi comportamenti non si esplicitano solo come atti fisici di tipo conflittuale o sessuale, ma anche psicologici, economici e stalking, tutti accomunanti dall’esercizio di un controllo il più delle volte ossessivo sulla vittima. Inoltre, pochi mesi fa, un importante caso di cronaca nera ha messo in luce come episodi di questo tipo non abbiano come protagonisti soltanto adulti. È tristemente risaputo che le vittime di violenza hanno spesso una giovane età, ma il fatto che anche gli autori di questi atti siano sempre più frequentemente minorenni ci spinge a riflettere sui motivi che spingono i ragazzini ad usare la forza per imporsi con le loro compagne, amiche, fidanzatine. Non sono rari i casi in cui tali comportamenti derivino da una reiterazione di atteggiamenti visti o subiti in prima persona, traumi aperti e mai curati che sfociano in nuove azioni brutali creando un circolo vizioso di violenza. Per uscire da questa spirale è importante conoscere i modi e gli strumenti a disposizione in situazioni del genere, magari per aiutare conoscenti che le hanno vissute o si sentono a rischio. Diventa quindi ancora più difficile per le vittime denunciare i fatti o parlarne ad amici e conoscenti perché oltre allo shock per aver subito atti del genere si aggiunge il senso di colpa verso i familiari e soprattutto ci si espone maggiormente al rischio di peggiorare la propria posizione se si viene scoperti. Il tempo non si è dimostrato un metodo veloce ed efficace per debellare questo problema, sta quindi a noi tutti insegnare agli esseri umani in genere il rispetto e la non discriminazione di qualunque essere vivente. Per quanto riguarda le donne invece, oltre alle iniziative solidali che negli ultimi anni sono aumentate, è doveroso dare il giusto peso a ciascun passo fatto nella direzione del coraggio ribellandosi agli schemi violenti e non ignorare nemmeno una di queste voci che, per quanto basse, esprimono un grido che può diventare di gioia e liberazione.
Gianluca Boffetti

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