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Quattro chiacchiere con Elisa Ravasio

di Laura Gorini

Elisa Ravasio, ha 24 anni, viene da Bergamo.

Nella vita è un’eccellente interprete, parla 5 lingue straniere, da 5 anni porta avanti inoltre diverse collaborazioni come influencer con diversi hotel, ristoranti, centri estetici, brand di abbigliamento e vari altri settori sia a livello nazionale che all’estero. Il suo profilo Eli.ravasio_rapcat conta più di 120.000 seguaci e gli piace tantissimo condividere la sua vita con le persone che gli vogliono bene e che la seguono ogni giorno. Oggi è la voce del brano pop dance,  per mercati musicali esteri, arrangiato e realizzato da Matthew Fischer Studios, intitolato Bum- Bum scritto da Dora Marchi in arte DORA-LEE e con il Featuring della stessa.

Elisa, si avvicinano le feste e anche nuove restrizioni. Come vivi tutto questo da ragazza, influencer  e cantante?

Vivo la giornata, programmo tutto ciò che posso programmare e sto molto attenta alle notizie, soprattutto estere; in Italia, sono più tutelata avendo il Green pass ed essendo il mio lavoro un supporto soprattutto nel settore food ed estetico … Confido che si possa tornare alla normalità il prima possibile.

Quanto contano i Social per comunicare l’emergenza ai giovani?

I Social contano molto, permettono di avere informazioni in tempo reale in tutto il mondo; ho visto diverse situazioni a riguardo sia di no vax in terapia intensiva che di vaccinati, ognuno racconta la sua esperienza. È un evento di gravità estrema a livello mondiale.

Molti ne hanno abusato durante il primo lockdown e ora pare che non ne riescano più fare a meno. Che ne dipendano totalmente. Quando per te diventa patologico il loro utilizzo? I primi segnali?

L’utilizzo dei Social diventa patologico nel momento in cui uno non fa più nulla nella vita reale, sta 24h su 24 al telefono, ne dipende totalmente … Ognuno di noi li utilizza, ma se uno anche nei momenti in cui è in famiglia o con gli amici o alla guida non si stacca, è una vera e propria malattia poi.

Quando si parla di condivisione spesso si intende quella sul Web e non più di persona, lo hai notato? Che cosa si può fare per risolvere la situazione?

Beh c’è anche da dire che le regole italiane durante il Covid hanno fatto si che i momenti di condivisione fossero solo sui Social, l’unico strumento rimasto per poter comunicare in gruppo. Però è anche vero che la condivisione personale, le uscite in compagnia e così via sono diventate più un “fare le stories e taggarsi “ che altro. Per risolvere la situazione, ci vogliono persone toste che facciano capire che i momenti migliori sono fuori da uno schermo e che facciano apprezzare il bello della vita.

E tu con chi amerai condividere dal vivo le feste?

Io passerò la vigilia con mio papà e mio fratello, Natale in montagna con mia mamma, Santo Stefano dalla nonna con tutti i miei parenti. Poi il sabato prima, faccio una serata a mangiare con i miei amici che sono la mia seconda famiglia.

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